Renzi lancia la sua piattaforma congressuale e detta l’agenda da candidato segretario e premier.

Matteo Renzi torna alle origini del Pd di Veltroni e dal Lingotto di Torino lancia la sua piattaforma congressuale, rivendicando la scelta di essere anche candidato premier per “dettare l’agenda di un’Italia che non si rassegna al catastrofismo”.

Renzi apre così la tre giorni del Lingotto: “dobbiamo rilanciare sugli ideali e i contenuti e restituire una speranza al Paese” dice per ripartire “dai luoghi che hanno segnato la nostra storia e tradizione”.

Michele Emiliano ospite di Enrico Lucci su Rai 2

Quello dell’ex premier è un discorso che guarda al governo del Paese, a partire dalla sfida con chi cavalca la “paura”. Un discorso che parte dalla parola “insieme” e termina con altre due parole, “identità” e “patriottismo”.

Ai due candidati rivali alla segreteria del partito, Orlando e Emiliano augura “buon lavoro” ma aggiunge subito una stoccata: “da parte nostra mai una polemica ad personam come quelle che abbiamo subito noi per settimane” e poi ribadisce il sostegno convinto al governo a fianco di Gentiloni’.

La prima replica arriva da Andrea Orlando, il ministro gli risponde sottolineando che il Lingotto è patrimonio “di tutto” il Pd e non solo della mozione renziana.

Emiliano intanto porta in giro i temi principali della sua mozione e la “rivoluzione mite” approda anche in tv, stavolta su Rai 2 alla trasmissione di Enrico Lucci promette che in caso di vittoria sottoscriverà “un patto” per la realizzazione del suo programma “un po’ come Berlusconi da Vespa” aggiunge il giornalista e poi rimarca le differenze con Renzi.

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