Il PD verso le primarie. Speranza battezza il “Movimento Democratici Progressisti”

Le primarie del Pd si svolgeranno il 30 aprile, il nuovo segretario sarà proclamato dall’Assemblea nazionale il 7 maggio.

Dopo un lungo braccio di ferro sulle date, il compromesso Dem passa quasi all’unanimità. “Il partito c’è”, commenta Renzi. Il governatore della Toscana Enrico Rossi presenta intanto a Roma con Roberto Speranza la “cosa nuova del centrosinistra”, con i fuoriusciti di Pd e Si: “per un nuovo inizio” dicono all’unisono.

Nei territori la situazione è fluida, in particolare nelle regioni di provenienza di alcuni dei principali protagonisti delle cronache politiche di queste settimane: Puglia e Basilicata, dove attendismo e dubbio regnano sovrani, anche se la scissione nazionale non sembra determinare, almeno al momento, grandi scossoni nei governi delle Regioni e dei Comuni.

Se però la fuoriuscita di bersaniani e dalemiani dal partito non sembra avere grandi conseguenze, più frastagliata sembra la situazione nei democratici dopo gli annunci delle candidature anti-Renzi.

E questo appare più marcato nelle nostre regioni, soprattutto in Puglia, lacerata tra gli aspiranti segretari dove comunque al momento nessun parlamentare sembra intenzionato a seguire la strada della scissione. Nella maggioranza che sostiene Emiliano in consiglio regionale ci sarebbero invece due pronti a confluire nel nuovo gruppo bersaniano-dalemiano, si tratta di Ernesto Abbaterusso e Giuseppe Romano.

In Basilicata il partito di D’Alema e Bersani è sempre stato forte. E le uscite di due big come Roberto Speranza e Filippo Bubbico, che ora si ricongiungono al “vecchio” scissionista Vincenzo Folino, sono lì a confermarlo, altri scioglieranno la riserva nei prossimi giorni. Invece (quasi) nulle, almeno a breve termine, le ripercussioni sulla maggioranza regionale, visto che con elevata probabilità nessun consigliere regionale lascerà il Pd. Di sicuro non uscirà Cifarelli e, probabilmente, rimarrà anche Lacorazza, che in effetti ha mostrato negli ultimi mesi sempre stretta identità di vedute con Michele Emiliano. Certo, con una nuova forza di sinistra che in Basilicata difficilmente varrà meno del 10-15%, gli attuali equilibri politici sono destinati a cambiare.

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