Le grandi manovre da destra a sinistra in vista di possibili elezioni politiche

A livello politico, quello appena trascorso è stato un fine settimana inteso, per diverse forze in campo da destra a sinistra che si sono date appuntamento nei teatri nelle piazze fino in TV.

Il panorama dopo la sentenza della Consulta sull’Italicum vede diverse ipotesi sul tappeto, tra chi vuole il voto subito e chi è pronto alle barricate.

Raffaele Fitto

Tutto è cominciato sabato a Roma con la manifestazione promossa dai “Fratelli d’Italia” di Giorgia Meloni. A fare notizia sono state alcune delegazioni locali, una di Potenza l’altra di Lecce per le polemiche scaturite in seguito alla diffusione di alcuni selfie scattati all’interno degli autobus che si dirigevano a Roma con tanto di saluto romano e in piazza con la delegazione lucana guidata da Gianni Rosa con l’inno dei “briganti”.

Sempre sabato sempre a Roma si è svolta la “Convenzione Blu” capitanata dal pugliese Raffaele Fitto che ha tenuto a battesimo il nuovo soggetto politico liberal-conservatore, “Direzione Italia”, cui hanno preso parte oltre 100 lucani, secondo quanto riferisce il parlamentare del COR Cosimo Latronico. Fitto all’incontro ha dettato la sua linea: “fare le primarie e consentire agli elettori di centrodestra di scegliere il candidato comune”.

Sull’altro fronte, quello di centro-sinistra il livello di dibattito raggiunge picchi polemici più elevati.

Con Renzi che in due giorni di incontri a Rimini con gli amministratori provenienti dai vari territori si dice pronto a ripartire dalle urne per arrivare al 40 per cento: “o si arriva entro il 13 febbraio ad un accordo tra i partiti per una nuova legge elettorale” afferma in sintesi “o si vota al più presto, ovvero a giugno”.

E se l’ex premier Renzi pone le condizioni, D’Alema evoca la scissione: “se si arrivasse a nuove elezioni senza prima aver cambiato la legge elettorale, dice, scatterebbe il ‘liberi tutti”. A Rimini c’era anche il lucano Roberto Speranza dopo essere stato presente all’incontro promosso da D’Alema, e dice: “le due platee non sono l’una contro l’altra”.

Ma ad acuire lo scontro ci pensa il presidente pugliese Emiliano il quale in tv ospite di Lucia Annunziata si dice pronto ad usare le “carte bollate” per andare al congresso del Partito e ribadisce la propria candidatura alla segreteria nazionale.

Ad Emiliano risponde il vicesegretario del Partito, Lorenzo Guerini: “L’unico che non rispetta lo Statuto è chi non lo legge. Le regole sono chiare: il congresso viene convocato dall’assemblea nazionale, non dal segretario e va fatto, secondo l’art. 5 dello Statuto del nostro partito, nel dicembre 2017”.

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