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Voto subito dopo la sentenza della Consulta sulla legge elettorale?

La sentenza della Corte Costituzionale, giunta mercoledì pomeriggio pare avvicinare le elezioni politiche, almeno stando alle prime dichiarazioni di buona parte del Pd, quello renziano, M5s, Lega e Fratelli d’Italia.

La Consulta ha dichiarato illegittimo il ballottaggio previsto dall’Italicum, ovvero la legge elettorale in vigore dal luglio 2016 impugnata da un pool di legali in qualità di cittadini elettori e salva invece il premio di maggioranza
per chi supera la soglia del 40% dei voti. La Corte ha anche detto “No” alla norma che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere quello d’elezione mentre resta il criterio del sorteggio.

Si apre dunque la battaglia politica fra i partiti con Renzi che chiede di votare subito e sottolinea l’immediata applicabilità del sistema che esce dalla sentenza mentre altri invece, dalla minoranza del Pd a Forza Italia, vogliono un passaggio parlamentare che renda omogeneo il nuovo Italicum al sistema del Senato.

A livello locale chi sposa la linea renziana è il senatore Salvatore Margiotta “ora si può votare anche subito” afferma “ sarà chiaro chi lo vuole davvero. L’auspicabile omogeneizzazione dei sistemi elettorali di Camera e Senato, fattibile in poco tempo, non diventi un alibi per chi vuole la palude”.

Premono per andare a votare anche gli esponenti del movimento di Grillo, Mirella Liuzzi portavoce alla Camera M5S lo chiede a gran voce.

Anche il presidente pugliese Emiliano fa il grillino. Scrive infatti su Facebook che “Con la distruzione dell’Italicum da parte della Corte Costituzionale possiamo dire che dei 1000 giorni di governo del Pd non è rimasto nulla”.

La sua linea è però la stessa della minoranza del partito e chiede di seguire le indicazioni espresse dal presidente della Repubblica nel suo messaggio di fine anno.

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