Seconda Giornata di Consultazioni al Quirinale. Emiliano a Renzi: non puo’ sparire

Oggi seconda giornata di consultazioni al Quirinale dopo l’apertura della crisi di governo.

Nel giorno dell’Immacolata il presidente della Repubblica ha avviato le consultazioni con le alte cariche dello Stato e i gruppi parlamentari. Ricevuti al Quirinale i presidenti di Senato e Camera, rispettivamente Pietro Grasso e Laura Boldrini. A colloquio anche il presidente emerito Giorgio Napolitano.

Il calendario degli incontri di Mattarella andrà avanti fino a sabato secondo un fitto programma, solo oggi ad esempio incontrerà ben 17 delegazioni delle forze politiche. L’obiettivo del Capo dello Stato è quello di chiudere in fretta la crisi, possibilmente entro sabato quando vedrà anche il Pd.

Della delegazione non farà parte Matteo Renzi che dopo la “messa in sicurezza” dei conti pubblici con l’approvazione lampo della manovra si è dimesso formalmente aprendo la crisi di Governo.
Renzi nella direzione PD in qualità di segretario del partito ha indicato due vie: elezioni subito dopo la sentenza della Consulta sull’Italicum, attesa il 24 gennaio, oppure un governo di responsabilità nazionale con una maggioranza larga, fino alla fine della legislatura.

Per il momento dunque si chiama fuori da tutto (“festeggerò in Toscana il compleanno di mia nonna e poi mi aspetta un torneo di Playstation coi miei figli” ha detto in direzione).

Il presidente della Regione Puglia Emiliano però non ci stà e lo dice esplicitamente intervistato in Rai: “Renzi ora non può scomparire” afferma durante la puntata odierna di Agorà “Deve restare in campo responsabilmente. Non deve fare il gioco di chi perde la partita e se ne va col pallone. Deve partecipare, non se ne può andare dalla nonna”.

“Se vuole gestire la transizione al congresso” chiarisce ancora Emiliano “dopo le dimissioni da premier dovrebbe presentare anche quelle da segretario del Pd. La riforma costituzionale era solo un modo per impadronirsi del Paese”.

Nel partito dunque aleggia lo spettro di una rottura con i renziani, che tentano di convincere il leader ad accettare un reincarico, mentre una maggioranza trasversale del partito guarda al Capo dello Stato per un governo di larghe intese, anche senza Matteo Renzi, che arrivi fino al 2018. Piace, invece, alla minoranza Pd l’ipotesi di un esecutivo a guida dem con capo Franceschini che però “stronca” i retroscena e afferma: “Sto con il segretario”.

In questo contesto i Cinquestelle insistono per andare alle urne senza passare da un nuovo governo, Forza Italia è
sulla stessa linea, anche se Berlusconi apre a diverse ipotesi.

Share Button