Governo. Prima la manovra poi le dimissioni, attesa per la direzione PD

Le dimissioni da presidente del Consiglio sono congelate fino all’ok alla manovra, il voto a breve e un chiarimento in casa PD.

Sono queste le tappe del post-referendum di Matteo Renzi, che accoglie l’invito del presidente della Repubblica ad aspettare il via libera alla manovra prima di formalizzare le dimissioni.

Il presidente della Repubblica, considerata la necessità di completare l’iter parlamentare di approvazione della legge di bilancio onde scongiurare i rischi di esercizio provvisorio, ha chiesto al Presidente del Consiglio di soprassedere alle dimissioni per presentarle al compimento di tale adempimento.

E oggi con il presidente della Repubblica, intervenuto, tra gli applausi alla presentazione del volume “Pensiero, azione, autonomia” di Edizioni Lavoro, c’era anche Romano Prodi che se è sfuggito ai cronisti che gli chiedevano una dichiarazione sull’esito del voto, riferendosi all’attuale crisi di governo nel corso del suo intervento ha detto: ”Un parroco non deve ritornare nella propria parrocchia nemmeno per confessare”.

Il Ministro dell’Interno intanto ha sottolineato la necessità di attendere la direzione del Partito Democratico prevista mercoledì prossimo, rispondendo a Forza Italia che chiede la prosecuzione della legislatura: “chi va cercando pretesti per far proseguire la legislatura, non lo otterrà gratis”. Ma la linea del voto subito spacca Area Popolare: i parlamentari dell’Udc non ci stanno e lasciano il gruppo. Per Alfano “nessuna sorpresa”.

Intanto la conferenza dei capigruppo di palazzo Madama ha deciso di iniziare domani mattina l’esame della manovra di bilancio, dopo che nella notte l’apposità Commissione analizzerà il testo. Sulla manovra verrà posta anche la fiducia sul Governo, scelta che ha destato perplessità nei rappresentanti di alcuni partiti. (Di Maggio: ‘siamo al ridicolo’)

Dal blog di Grillo, Di Battista dice no “al tavolo con i bari sulla legge elettorale”, e chiede si voti con l’Italicum corretto con la sentenza della Consulta.

E intanto il lucano Roberto Speranza ricorda: Il PD si assuma la responsabilità di cambiare la legge elettorale.