Bari: 50 milioni di euro, il fondo da restituire allo Stato

Antonio Decaro - sindaco di Bari

Antonio Decaro – sindaco di Bari

A 50 milioni di euro ammonta il fondo che i dipendenti del Comune di Bari dovranno restituire allo Stato. E’ quanto stabilito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze a termine di una relazione relativa alle spese del personale da parte dell’amministrazione comunale. Nella relazione di 496 pagine, a breve disponibile sul portale del Comune, “si leggono una serie di inesattezze – ha dichiarato il primo cittadino, Antonio Decaro – Infatti, gli ispettori che hanno redatto il documento si sono spinti oltre quelle che sono le proprie competenze, andando a toccare altri ambiti, che sono di piena autonomia dell’Ente amministrativo, con uno spirito non collaborativo ma repressivo, come se avessero voluto infierire sull’amministrazione comunale”.

La relazione, giunta sulla scrivania del sindaco Decaro il 9 agosto, riguarda il periodo 2010-2015 ed è stata resa pubblica solo il 29 agosto. “Al momento – ha proseguito Antonio Decaro – stiamo procedendo con le controdeduzioni”.

Diversi sono gli aspetti che preoccupano il sindaco, primo fra tutti i rilievi sull’utilizzo dei fondi di trattamento del salario accessorio, la cui gestione spetta al Comune che gode di piena autonomia. Durante la conferenza stampa, il primo cittadino ha illustrato alcuni esempi concreti di inesattezze commesse dagli ispettori del MEF, come alcuni relativi alla mobilità del personale o ai rapporti di collaborazione, passando per l’incompatibilità del cumulo degli impieghi, ad esempio del quale è stato portato il ruolo svolto dai dirigenti della Multiservizi che, al contempo, rivestono anche ruoli all’interno dell’amministrazione comunale; fino ad arrivare alla questione relativa agli appalti.

“Nella relazione si legge che alcuni lavori sono stati subappaltati secondo una procedura errata. Mi sono informato a riguardo – ha dichiarato il sindaco Decaro – ma quei lavori di cui si fa menzione non sono stati subappaltati, al contrario l’azienda appaltatrice li sta svolgendo regolarmente”. Secondo il primo cittadino, questo tipo di obiezioni sono state sollevate solo contro il Comune di Bari. “Ad esempio, il fondo nella città di Firenze ammonta a 90 milioni e a Roma addirittura a 350 milioni di euro –  prosegue Decaro, che alla fine rimbrotta – il MEF punta il dito contro di noi per la scarsa trasparenza e poi è il primo a non aggiornare il sito dal 2011”.

Share Button