Renzi a Taranto: “Basta politica delle promesse, ora fondi e opere”

imagePartire dalla inaugurazione del secondo piano del Museo archeologico di Taranto e’ una scelta ed è solo l’inizio. Matteo Renzi annuncia la riapertura di cinque scuole al quartiere Tamburi, il risanamento dell’Ilva “che può essere ecocompatibile senza rinunciare all’acciaio”, afferma il vice ministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova, la quale spiega: “Nessuno e’ esonerato da responsabilità civili e penali. Lo scudo e’ per dare possibilità di azione agli affittuari, perché le responsabilità non ricadano su chi sana, ma su chi ha inquinato”. La parlamentare trova l’accordo del premier, ma non del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano: “l’Ilva inquina ancora. Inutile iniziare le bonifiche se non chiudi la fonte”.

E, ancora, il porto di Taranto. Con Gioia Tauro e Genova, in via di sviluppo, secondo il protocollo del Governo: dall’inaugurazione della Piastra logistica e l’avvio dei lavori per il Centro servizi polivalente, con l’obiettivo della croceristica.

Cita poi i dati dell’occupazione, Renzi: “Grazie al Job’s act, secondo dati ISTAT, abbiamo 599mila posti di lavoro in più di cui il 75% di contratti a tempo indeterminato. Numeri detti a Taranto, con l’obiettivo di moltiplicarli”. Tre insomma sono le promesse dietro al Contratto per Taranto: l’ambientalizzazione (priorita’ della decima Legge Salva Ilva, spiega la Bellanova); il mantenimento dei posti di lavoro, lo sviluppo armonico.

Conclude Renzi tornando sulla cultura: “57mila visite al MarTa nel 2015? Quadruplichiamo le visite. Taranto e’ un patrimonio culturale importante per tutto il mondo”. Al tavolo, oltre a Renzi, alla Bellanova e a Emiliano, i ministri Franceschini e Delrio, il sottosegretario De Vincenti, il Prefetto Guidato, il presidente della Provincia Tamburrano e il sindaco Stefano.

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