Brexit. Il Regno Unito decide di uscire dall’UE. Si teme per export FCA, commenti di Pittella e Boccia

Il giorno dopo il referendum tramite il quale i cittadini del Regno Unito hanno decretato l’uscita del loro Paese dall’Unione Europea i maggiori leader si dicono preoccupati.

Il primo ministro britannico, David Cameron ha annunciato le sue dimissioni, sarà rimpiazzato da un premier conservatore scelto dal partito.

Gianni Pittella (SeD)

Gianni Pittella (SeD)

In Italia è saltata la direzione del PD convocata per oggi mentre tra le varie ricadute che si temono a medio e lungo termine per il nostro Paese e in particolare per l’export lucano potrebbero esserci degli effetti negativi sul fronte FCA. Le Fiat 500X e le Jeep Renegade destinate al Regno Unito infatti vengono prodotte in Basilicata.

Sergio Marchionne alcuni giorni fa aveva dichiarato che la Brexit “non avrebbe un impatto su Fca, che ha il suo domicilio fiscale proprio a Londra. Per Cnh Industrial” ha aggiunto “abbiamo un’altra fabbrica in Austria che potrebbe compensare; ma speriamo che non sia necessario”.

Un primo commento è arrivato dal convinto europeista lucano e Presidente del gruppo S&D in Parlamento europeo, Gianni Pittella “è un giorno molto triste per l’Europa” ha scritto su Facebook “ma non è il funerale dell’Unione europea”.

“Noi” ha aggiunto “rispettiamo integralmente la volontà dei cittadini britannici e chiediamo che ci siano procedure veloci per la notificazione del recesso e per la negoziazione del rapporto che sarà tra UE e un Paese terzo, con ciò che ne consegue a danno dei cittadini britannici. Dopo questo risultato è indispensabile che le forze europeiste siano unite e sappiano dare risposte ai cittadini delusi dall’austerità”.

Francesco Boccia (PD)

Francesco Boccia (PD)

Gli fa eco dalla Puglia il presidente della Commissione Bilancio alla Camera, Francesco Boccia del PD, impegnato in questi giorni nel tour Digithon: “Quella venuta fuori dalle urne inglesi” ha detto dal palco di Barletta “è una decisione disastrosa, rischia di essere l’inizio della disgregazione europea. Certamente inizierà la disgregazione del Regno Unito”.

“La politica europea oggi ha una sola strada da percorrere” ha aggiunto “decidere di creare l’Europa politica, mettendo insieme debiti, fisco e welfare. Perché il rischio è di trascinare la UE indietro di settant’anni. Le classi dirigenti europee devono prendere atto di un fallimento e di un’idea di Europa che i cittadini non vogliono più”.

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