Consiglio Regionale. Pittella ridimensiona il quadro dell’anticorruzione sulla sanità lucana

La relazione del presidente della giunta lucana sulle procedure per gli appalti

In base alle “prime verifiche effettuate” dalle Aziende sanitarie lucane, in collaborazione con la Regione Basilicata, “sono emersi dati che ridimensionano notevolmente il quadro delineato dall’Anac”.

E’ questa in sintesi la risposta data da Marcello Pittella nel corso dell’assemblea consiliare di ieri, ai rilievi mossi dall’autorità nazionale anticorruzione (ANAC) guidata da Raffaele Cantone che alla fine del mese di aprile rese noti gli esiti dell’attività di vigilanza sul sistema degli appalti nella sanità lucana nel periodo tra il 2008 e il 2015, esiti formalizzati in una severa delibera trasmessa anche alla Procura di Potenza e alla Corte dei Conti.

Raffaele Cantone - presidente Autorità Nazionale Anticorruzione

Raffaele Cantone – presidente Autorità Nazionale Anticorruzione

Secondo Cantone una parte rilevante degli acquisti di servizi strumentali nel lasso di tempo analizzato è stata gestita al di fuori delle prescrizioni del Codice degli appalti, senza indire gare e con continue proroghe degli affidamenti sempre agli stessi soggetti. Ma sotto la lente del magistrato voluto fortemente da Renzi al vertice dell’autorità nazionale, oltre alle ASL c’è anche la Regione che avrebbe dovuto svolgere una funzione di controllo e invece “non pare sia stata efficace” poichè “non ha impedito la mancanza di gare comunitarie per affidare appalti sopra soglia”.

Secondo Pittella invece “Dai dati estratti dallo stesso Osservatorio Regionale dei contratti pubblici è emerso che buona parte dei ‘Codici identificativi di gara’ (Cig) sono stati acquisiti successivamente all’introduzione dell’obbligo di tracciabilità, ma antecedentemente alle Linee guida sulla tracciabilità dei flussi finanziari”, in un arco temporale “nel quale non erano state perfettamente chiarite a livello nazionale le modalità e le tipologie di gare soggette al sistema di tracciabilità, e ciò ha comportato per le aziende sanitarie, non solo della Regione Basilicata, una incertezza applicativa”.

Relazione di Pittella in Consiglio Regionale

Relazione di Pittella in Consiglio Regionale

Quindi per il governatore locale “la presenza di errori di natura formale connessi al sistema di tracciabilità delle gare” hanno del tutto alterato il quadro di riferimento riportato dalla stessa Anac.

In pratica per il presidente della Basilicata “il complesso quadro normativo di riferimento che ha subito notevoli e rapidi mutamenti ha di fatto creato non poche difficoltà interpretative e operative a livello nazionale” ma con la costituzione della Stazione unica appaltante ha sottolineato Pittella, la Regione “ha avviato uno strategico percorso virtuoso che, a regime, andrà a rivoluzionare completamente il sistema degli appalti”.

Al termine del dibattito seguito alla sua relazione, il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza (15 favorevoli e un solo voto contrario) una risoluzione che impegna il presidente della Giunta “ad esercitare la facoltà prevista dall’art. 15 della legge n. 241/1990 e a proporre forme di collaborazione tra la Regione Basilicata con le autorità indicate nel protocollo d’intesa siglato tra Anac e Ministero della Salute per il perseguimento dell’obiettivo del monitoraggio del grado di attuazione ed implementazione delle misure di trasparenza ed integrità e di prevenzione della corruzione da parte delle strutture del Servizio Sanitario Regionale della Basilicata”.

Con il documento si impegna inoltre il presidente della Regione “a dare corso a tutti gli impegni assunti con l’ordine del giorno di cui alla deliberazione di Consiglio regionale n. 290 del 5 agosto 2015”, relativo al personale ed al funzionamento della Stazione unica appaltante di Basilicata”.

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