Il Senato respinge le mozioni di sfiducia al Governo Renzi

Si è svolta ieri la votazione delle mozioni (una del movimento 5 stelle e l’altra del centro-destra) che miravano a sfiduciare il govern, entrambe respinte. Il dibattito in aula che le ha precedute ha visto gli interventi dei senatori lucani, Vito Petrocelli (M5S), Tito Di Maggio (CoR), Giovanni Barozzino (SI-SEL) e Salvatore Margiotta (PD).

Il primo ad intervenire è il senatore lucano del movimento 5 Stelle Vito Petrocelli che, andando “a braccio” rispetto al discorso preparato ha dichiarato:

“Sono arrabbiato, signor Presidente, perché questo Governo ha una tendenza, automatica e continua, a sminuire le cose importanti, a farle passare sotto traccia, a nascondere la polvere sotto al tappeto e il caso di cui parliamo, in questa occasione, che non è soltanto un caso giudiziario, ma è eminentemente e profondamente politico, lo dimostra ancora una volta”.

Anche il senatore Tito Di Maggio eletto in Basilicata, prende la parola per sottolineare, principalmente la situazione ambientale della Basilicata, che definisce un dramma non diverso da quello di Taranto, di Augusta e della Terra dei fuochi e che sente il dovere di denunciare insieme ad un “attacco” all’editorialista de “La Stampa” di Torino, Marcello Sorgi.

Parte citando le affermazioni televisive, ascoltate anche dal premier, il senatore di Sinistra Italiana, Giovanni Barozzino: “la invito a riflettere quando parla di ‘quattro comitatini’ e compagnia bella” dichiara in aula “La Basilicata ha delle eccellenze e, se vuole, gliele elenco tutte, a partire dall’Aglianico del Vulture, un vino eccezionale, alle acque minerali, di cui siamo ricchissimi, per non parlare di Matera, capitale della cultura. E ne potrei elencare tantissime altre, ma ci vorrebbe molto tempo. E mi dispiace che le venga da sorridere”.

Di segno opposto l’intervento del senatore del PD Salvatore Margiotta secondo il quale invece il “Governo sta lavorando, e bene, per cambiare l’Italia e rilanciare investimenti, economia e occupazione e ci si attarda, come oggi, in una ritualità sterile che nessun contributo positivo dà in tale direzione”.

Al dibattito l’intervento di Renzi è segnato in gran parte dal tema giustizia. “Io sono per la giustizia sempre” ha detto il premier “non per i giustizialisti. Io credo nei tribunali, non nei tribuni. Io rispetto le sentenze dei giudici, non le veline che violano il segreto istruttorio” e poi parla della cassa integrazione annunciata dalla compagnia in Basilicata: “Ci sono migliaia di persone che rischiano il posto di lavoro in Basilicata, e voglio dire a qualche senatore dell’area che, se non ci fosse stata una sacrosanta battaglia di qualcuno di noi a difesa di Fiat Chrysler, oggi ce ne sarebbero molte di più a Melfi”.

Per la cronaca l’Aula del Senato in nottata dice 183 volte no (contro 96 sì) alla mozione di sfiducia dei 5 stelle e 180 no (contro 93) a quella del centrodestra.

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