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In Senato la mozione di sfiducia M5S al Governo Renzi su inchiesta petrolio in Basilicata

In corso in Senato il voto sulla sfiducia al governo proposta dal Movimento 5 Stelle in seguito alle inchieste sul Petrolio in Basilicata. Mentre Beppe Grillo ha scritto su Twitter, “devono andare a casa perché fanno solo gli interessi delle lobby, dei loro amici e dei loro parenti” il dibattito in aula ha visto gli interventi, tra gli altri, dei senatori lucani Vito Petrocelli (M5S), Tito Di Maggio (CoR), Giovanni Barozzino (SI-SEL) e Salvatore Margiotta (PD).

Petrocelli, passando in rassegna le principali tappe dell’inchiesta ha stigmatizzato i comportamenti del Governo che “sta facendo di tutto per troncare le polemiche, nascondere le questioni importanti e ricondurre tutto alla ‘sola’ vicenda giudiziaria”.

Mentre il senatore Tito Di Maggio ha rivolto pesanti critiche, nel corso del suo intervento ai governi locali di Basilicata di centro-sinistra e del PD in particolare in tema di clientelismo e familismo in seno ai maggiori enti, anche di controllo su ambiente e salute, della Regione. “Non ho ancora compreso se sparare così tante imbecillità aiuti a diventare direttore del TG1 o serva a farsi ospitare nei salotti televisivi” ha poi dichiarato facendo riferimento alla partecipazione di Marcello Sorgi a Ballarò in una puntata sull’inchiesta Petrolio del 5 aprile. In quell’occasione il giornalista avrebbe detto frasi offensive contro la Basilicata definendola “Regione arretrata”, “dove la gente vive con le galline”.

Il senatore Giovanni Barozzino (SI-SEL) ha iniziato il suo intervento ricordando “Io quella terra la vivo e più volte ho invitato a verificare cosa accade da noi”. Poi Barozzino si rivolge a Renzi “deve spiegare come mai in Basilicata si estrae l’80% del petrolio italiano mentre un ragazzo su due è senza lavoro”. “In Basilicata” ha sottolineato “abbiamo molte eccellenze che partono dall’Aglianico del Vulture, alle acque minerali e Matera Capitale della Cultura, tra le tante. Mi spiace” rileva il senatore a Renzi “che le viene da sorridere mentre parlo”.

Di segno diametralmente opposto l’intervento del senatore PD Salvatore Margiotta “dopo aver riletto le mozioni e celebrato il referendum, le trovo ancor più strumentali e pretestuose” ha detto commentando il testo delle mozioni di sfiducia materia di dibattito in aula “questo Governo lavora e sta lavorando bene e quindi stiamo ai fatti. Sarebbe suicida non estrarre petrolio pur avendolo per poi acquistarlo all’estero” e in chiusura di intervento prima di lasciare la parola alla replica di Matteo Renzi cita Seneca: “La fortuna non esiste, esiste il momento in cui il talento incontra l’occasione e lei” ha detto rivolgendosi al premier “ha talento e questo è il momento di cambiare l’Italia”.

Alcuni stralci degli interventi in aula

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