Referendum. I commenti del giorno dopo, il fronte del “Sì” risponde a Renzi

“Gli sconfitti non sono i cittadini che sono andati a votare” perché “chi vota non perde mai. Massimo rispetto per chi va a votare”. Ma “gli sconfitti sono quei pochi, pochissimi consiglieri regionali e qualche presidente di Regione che hanno voluto cavalcare un referendum per esigenze personali politiche”.

Conferenza Stampa a Roma comitato Sì - Piero Lacorazza al centro

E dopo il voto al referendum di domenica con queste parole il premier Renzi da il via a tutta una serie di reazioni politiche. Il primo manco a dirlo a reagire e con veemenza a Renzi è proprio Michele Emiliano.

“Non si deve trasformare questa pagina di democrazia in una contesa personale, al solo scopo di evitare di entrare nel merito della questione”.

Sceglie Facebook per rispondere alle parole di Renzi il presidente della Regione Puglia. Emiliano non lo cita ma ricorda al presidente del Consiglio che più di “15 milioni di persone,con il loro voto al Referendum hanno dato un indirizzo chiaro sulle politiche energetiche e industriali e,soprattutto, hanno detto che il mare va rispettato”.

Dello stesso tenore è il commento dell’onorevole lucano Roberto Speranza che esprimendo soddisfazione per il raggiungimento del quorum nella sua regione sottolinea che gli “oltre 16 milioni di italiani che hanno votato vanno ascoltati”.

A Roma intanto il comitato per il “Sì” ha tenuto una conferenza con la stampa cui hanno preso parte tra gli altri il costituzionalista Enzo Di Salvatore, estensore dei quesiti referendari, oltre ad alcuni delegati delle altre regioni con in priva fila il presidente del Consiglio Regionale lucano, Piero Lacorazza.

Grazie al referendum sulle trivelle è emerso nel corso dell’incontro “ci sono state modifiche alla normativa proposte dal Governo e approvate dal Parlamento. Questa non è demagogia. Petroceltic e Shell hanno rinunciato. I permessi di ricerca sono stati bloccati. Se questo è avvenuto penso sia una vittoria”.

“Se il governo” ha detto Piero Lacorazza “vuole costruire una nuova politica energetica collaborando con i territori, noi siamo pronti”.

In Basilicata invece Gianni Perrino dai banchi del consiglio regionale scrive “abbiamo certo perso una battaglia, ma i 12,82 milioni di SÌ e, ancor più, il risultato lucano, rappresentano un messaggio chiaro e forte a Renzi e, soprattutto, al nostro ‘governatore’ Pittella: la percentuale dei votanti di ieri è superiore a quel magro 47,60% che si recò alle urne alle ultime elezioni regionali del 17/11/2013. Il dato relativo al SI si attesterebbe attorno al 96%!”

Con le medesime argomentazioni del consigliere regionale Perrino si è espressa anche la rappresentante lucana alla Camera del Movimento, Mirella Liuzzi.

Anche il lucano Cosimo Latronico, parlamentare del Cor sottolinea che “Il governo Renzi era riuscito a sterilizzare la portata del referendum lasciando in vita uno solo dei quesiti, assai tecnico, che, complice un fisiologico astensionismo e l’assenza di una campagna di informazione, ha finito per pregiudicare il raggiungimento  del quorum”.

Per Latronico “il governo Renzi non può nascondersi dietro questo risultato che comunque segnala l’attesa e l’attenzione  di milioni di italiani , che va oltre ogni posizione ideologica e massimalista, segnalando un interesse autentico verso i temi della tutela ambientale e dello sviluppo sostenibile. Quanto alla Basilicata, che resta la regione dove si estrae il 70 per cento  del petrolio in terra ferma, incalzeremo i poteri nazionali e regionali perché la tutela della salute delle persone e dell’ambiente siano  al centro di ogni azione di sviluppo”.

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