Il referendum del 17 aprile diventa un caso politico

Dopo il sostegno alle “ragioni dell’ambiente” da parte del vescovo di Taranto in campo scende anche la diocesi di Trani. Da Bruno Vespa intanto si discutono le ragioni del “no”. Pronto il “manifesto” della Regione Puglia

La puntata di ieri sera di Porta a Porta sulle Trivelle

La puntata di ieri sera di Porta a Porta sulle Trivelle

 Il dibattito sul referendum si fa squisitamente politico. Con il fronte del sempre più attivo con in testa il presidente del Consiglio Regionale lucano Piero Lacorazza che lamenta – dati dell’Agcom alla mano – la scarsa informazione da parte del corpo elettorale.

“Se tre cittadini su quattro non sanno che c’è il referendum” dice Lacorazza “la motivazione è sicuramente riconducibile alla totale, o quasi assenza, d’informazione che non puoi essere relegata a questi ultimi 18 giorni”. E in un post su Facebook continua a sottolineare i propri “dubbi” in merito alla posizione ufficiale del suo partito (il PD) e chiede: “Dove, e chi ha deciso l’astensione?”.

A poche ore di distanza però su Raiuno nel salotto di Bruno Vespa impegnato a sostenere le ragioni del Sì c’è Michele Emiliano in contrapposizione a Piercamillo Falasca del Comitato Ottimisti e Razionali. Falasca paventa la perdita dei posti di lavoro e rassicura circa i presunti danni ambientali derivanti dalle piattaforme. Più o meno le stesse argomentazioni – anche se non esplicitamente in favore del “NO”- sono espresse nello spot diffuso su YouTube dal canale ufficiale del Partito Democratico.

Sempre in Puglia ma per il “Sì” il delegato del Consiglio regionale promotore del quesito referendario, Giuseppe Longo annuncia che a breve sarà pronta per la diffusione la campagna di comunicazione finanziata con il prelievo sulle indennità percepite dai consiglieri (e assessori) regionali ad Aprile 2016. Il manifesto ufficiale della Regione Puglia ha fatto già la sua comparsa sulle bacheche social dei vari esponenti locali.

Scende in campo anche la diocesi di Trani per sostenere il “Sì” con un comunicato firmato dal direttore Don Matteo Martire: “Oggi siamo alla vigilia di un importante appuntamento elettorale che ci chiama in causa tutti, in quanto cristiani e in quanto cittadini consapevoli e attenti alla difesa del bene comune. Il 17 aprile siamo chiamati a esprimerci in difesa del mare e della sua incolumità”.

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