Referendum. A quattro settimane dal voto s’infiamma il dibattito

TrivelleSiamo a quattro settimane dal voto e rendere i cittadini informati e consapevoli dovrebbe essere l’interesse primario di tutti. A ricordarlo è il presidente del consiglio regionale di Basilicata Piero Lacorazza che in queste settimane è impegnato a promuovere le ragioni del voto per abrogare la norma sulle trivelle.

Ieri intanto a Taranto il ministro all’ambiente Galletti ha ribadito la sua posizione: “Non ho ha ancora deciso se andrò a votare. Sicuramente se andrò a votare voterò per il no. Io sono convinto che il problema non sia l’estrazione del petrolio ma sia quello di usare meno petrolio nel nostro paese e per questo noi stiamo facendo una politica indirizzata a questo obiettivo”.

Parole cui sono seguite subito le reazioni del comitato delle regioni promotrici del referendum del 17 aprile, per il Sì e in particolare del presidente Michele Emiliano che da Bari ha risposto: “Il fatto che il ministro Galletti vada a votare è già una buona notizia” ed ha ricordato che “il referendum avrà un significato anche se non si raggiunge il quorum che, come tutti sanno, è altissimo, però avrà un significato politico fortissimo”

Pittella, presidente della Regione Basilicata risponde (anche ma non solo) al suo collega pugliese: “basta offese personali al premier, l’attacco al Governo è del tutto fuori luogo”.

“Dico basta, non se ne può più” ha scritto in una lunga nota il governatore locale “specie quando sento utilizzare in pubblico, come ha fatto recentemente Emiliano, un linguaggio colorito, infarcito di offese personali nei confronti del Presidente del Consiglio, che stonano, per non dire altro, in bocca a un uomo delle istituzioni”.

E oggi il senatore PD lucano, Salvatore Margiotta riprende Pittella per aggiungere che nella minoranza del Pd c’è chi sta cercando di strumentalizzare, “con toni inaccettabili ed offensivi nei confronti di Renzi, in termini politici, forse precongressuali”, il referendum del 17 aprile contro le trivelle in mare. Il senatore ha anticipato l’intenzione di intervenire su questi temi alla prossima direzione nazionale del Pd convocata per il 4 aprile.

Anche il parlamentare pugliese (presidente della commissione Bilancio) Francesco Boccia (Pd) sostiene le ragioni del governo: “Penso che un governo debba avere l’autonomia e la responsabilità politica di dire definisco io i tempi per cui una concessione debba andare avanti. Su questo penso che Renzi faccia bene ad andare avanti. Da questo punto di vista sostengo la posizione del governo e mi auguro non ci siano strumentalizzazioni ulteriori”.

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