Referendum trivelle. Attesa per la direzione PD tutte le posizioni in campo

Alla vigilia dell’appuntamento in direzione nazionale, i democratici continuano a ribadire in diverse dichiarazioni le posizioni principali sul referendum del prossimo 17 aprile.

Matteo Orfini (presidente PD) con Debora Serracchiani (vicesegretaria nazionale)

Matteo Orfini (presidente PD) con Debora Serracchiani (vicesegretaria nazionale)

Il presidente nazionale del PD Matteo Orfini, si allinea agli interventi dei giorni scorsi dei due vicesegretari, Guerini e Serracchiani: “Il referendum sulle trivelle è sbagliato, non lo condivido: ritengo che la posizione giusta sia non partecipare alla consultazione”.

E punzecchia Speranza: “In direzione assumeremo questa decisione ma vorrei ricordare che stiamo parlando di un referendum su una legge votata dal Pd quando Roberto Speranza era capogruppo. Mi sembra naturale, ora, una posizione di non sostegno”.

Roberto (Speranza) da Potenza risponde che lunedì chiederà al Pd di cambiare posizione sulla vicenda “è inaccettabile immaginare un grande partito, il piu’ grande del Paese, che invita i cittadini all’astensione. Sarebbe un errore madornale”.

Il ministro all’agricoltura, Maurizio Martina ritiene invece doveroso che la direzione del partito discuta del referendum e tracci una linea.

Mentre dalla Puglia, Michele Emiliano si augura che nel corso dell’incontro “non avvenga un ordine di astensione”. In caso contrario si dice pronto a non rispettarlo e ad autodenunciarsi agli organi di garanzia del PD.

Alle parole del presidente Orfini risponde anche Piero Lacorazza dalla Basilicata. Il presidente del Consiglio regionale ha rivolto un “appello all’autonomia e alla libertà dei parlamentari, che non devono aver timore di forzature della direzione del Pd”.

A sorpresa sulla questione irrompone la Conferenza Episcopale Italiana. Con i vescovi tutti concordi circa l’importanza che la questione ambientale sia dibattuta nelle comunità per favorirne una soluzione appropriata alla luce dell’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco. Il segretario generale della CEI, mons. Galatino si affretta a sottolineare però che “Non c’è un sì o un no da parte dei vescovi al referendum”.

Chi invece tra i vescovi prende una posizione decisa (anche se ribadisce a livello personale) è l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro, che nell’ambito della CEI è presidente della Commissione per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia, la pace e la custodia del Creato.

E mentre il Consiglio Regionale Pugliese si appresta, la prossima assemblea è in programma il 22 marzo, ad approvare una proposta di legge dell’Ufficio di presidenza che autorizza la spesa per le attività della campagna referendaria 2016 il capogruppo PD di quello lucano, Roberto Cifarelli dichiara di impegnarsi a fondo per le ragioni del “sì”.

Secondo Cifarelli il “Referendum non può essere considerato come un inutile orpello”.

Share Button