Referendum. Speranza, Lacorazza ed Emiliano: chi ha deciso la posizione del PD?

Il Tweet di Michele Emiliano

Il Tweet di Michele Emiliano

Era prevedibile, anzi a dire il vero Piero Lacorazza lo aveva quasi annunciato su Twitter: “domani gli italiani sapranno che c’è il referendum”.

E infatti, anche noi siamo quasi costretti a ripetere che sì, in effetti il 17 aprile prossimo c’è un referendum che chiede all’intero corpo elettorale se intende limitare o meno la durata dei titoli concessori alla loro scadenza naturale.

Quel che, forse, il presidente del Consiglio Regionale non sapeva ancora era già scritto nero su bianco nella lista consegnata all’AGCOM (e la prima ad accorgersene è stata la deputata lucana del Movimento 5 Stelle Mirella Liuzzi) dal suo stesso partito il PD che ha formalizzato di fatto l’iscrizione negli “astensionisti”.

Apriti cielo. E quando il cielo si apre più di qualcuno cade dalle nuvole. Il primo è Roberto Speranza, esponente di primo piano dei democratici: “Apprendo dal sito dell’Agcom che il Pd avrebbe assunto la posizione dell’astensione al referendum di Aprile sulle trivelle in mare. Spero che ciò non sia vero” afferma sorpreso “È una posizione che non condivido affatto e che non credo possa essere compresa da una parte significativa dei nostri elettori. Al netto di una discussione di merito che sarebbe bello fare anche con chi legittimamente può pensarla diversamente mi chiedo come e dove sarebbe stata assunta questa scelta. La segreteria non si riunisce da mesi. La direzione e l’assemblea non mi risulta abbiano mai discusso di questo referendum. Si può andare avanti così?”, domanda Speranza.

Da Potenza gli fa eco Lacorazza: “Chi ha deciso questo strappo? Perché si è scelto di politicizzare il referendum con l’astensione? Un partito democratico può dire agli elettori di non votare?”.

Prova a rispondere dalla Puglia un altro illustre esponente del Partito, Michele Emiliano da Bari “Non mi risulta che il Partito democratico abbia assunto nell’assemblea che si è svolta pochi giorni fa alcuna decisione su questo punto così importante e nevralgico per la politica energetica del Paese. Credo che si tratti di un refuso burocratico ma se non fosse così deve essere cambiato lo Statuto del Partito democratico”.

Su twitter, sempre Emiliano in una serie di messaggini poi prova ad essere più incisivo:  “Io e Barack Obama siamo contro le trivellazioni petrolifere marine. Il Pd italiano che fa? Il 17 aprile vota SI! Obama vieta le trivellazioni petrolifere nell’Atlantico. E noi in Italia dobbiamo fare un referendum!!!”.

Ad Emiliano, Lacorazza e Speranza risponde l’onorevole Nicola Frantoianni di Sinistra Italiana: “Mi dispiace dover dare una brutta notizia all’amico Emiliano e ai tanti esponenti della minoranza del Pd che esprimono stupore in queste ore, ma abbiamo appena finito la riunione della Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai che doveva esaminare le richieste d’accesso alle tribune elettorali per il referendum contro le trivelle di domenica 17 aprile. E la brutta notizia e’ che il Pd ha annunciato la propria posizione di astensione al referendum”.

“Non si tratta quindi di equivoco o di incidente burocratico” conclude l’esponente di SI “bensi’ di posizione politica ufficiale”.

Share Button