Referendum. La posizione di astensionismo del PD che fa discutere

“Come giustifica e spiega Piero Lacorazza la posizione di astensione del suo Partito per il referendum sulle trivelle”?

La domanda la pone Mirella Liuzzi, onorevole del Movimento 5 Stelle lucana su Twitter direttamente al suo presidente del Consiglio Regionale, capofila (ma questo l’abbiamo sottolineato più e più volte) della iniziativa referendaria di nove assemblee locali culminata con l’indizione del referendum abrogativo del prossimo 17 aprile sulla durata delle autorizzazioni per le esplorazioni e le trivellazioni dei giacimenti in mare già rilasciate e in particolare all’abrogazione di una parte del Codice dell’Ambiente in cui si prevede che le trivellazioni possano proseguire fino a quando il giacimento lo consente (“per la durata di vita utile del giacimento”).

Lo scopo del referendum è dunque quello di limitare la durata dei titoli concessori alla loro scadenza naturale. In questi mesi, l’esponente di spicco del PD lucano per la verità si è molto adoperato in favore del referendum, più morbide invece, o poco chiare, le posizioni di rappresentanti istituzionali di altre aree dello stesso partito. Quelle vicine a Renzi in Basilicata ad esempio, con l’eccezione di Salvatore Margiotta, che sempre su Twitter ha detto di votare per il “Sì” ancora non hanno ufficializzato una propria posizione in merito. In Puglia il presidente della Regione Michele Emiliano che è sempre del PD ha dato man forte al fronte per il “Sì”.

E qualche giorno fa è arrivata una posizione autorevole anche dalla presidente della Camera, Laura Boldrini (con un appello al voto).

La Liuzzi non si spiega dunque per quale motivo nell’elenco che compare sul sito dell’autorità garante per le comunicazioni (Agcom), proprio il PD figuri tra coloro che “si astengono”.

Lacorazza prova ad abbozzare una risposta: “la posizione farà discutere e quindi salirà l’attenzione dei media. Da domani gli italiani sapranno che c’è il referendum il 17 aprile”.

In sintesi, si conferma una certa originalità del Partito democratico: astensionista e pro estrazioni in terra e in mare a Roma, referendario e anti-estrazioni in mare a Potenza. Di tono ironico l’ipotesi espressa dal senatore pentastellato Vito Petrocelli, che rivolgendosi alla collega parlamentare afferma: “abbi pazienza, Piero Lacorazza si starà consultando con Michele Emiliano per architettare una risposta”.

In tarda mattinata arriva una dichiarazione del deputato PD, Roberto Speranza

Apprendo dal sito dell’Agcom che il Pd avrebbe assunto la posizione dell’astensione al referendum di Aprile sulle trivelle in mare. Spero che ciò non sia vero. È una posizione che non condivido affatto e che non credo possa essere compresa da una parte significativa dei nostri elettori. Al netto di una discussione di merito che sarebbe bello fare anche con chi legittimamente può pensarla diversamente, mi chiedo come e dove sarebbe stata assunta questa scelta. La segreteria non si riunisce da mesi. La direzione e l’assemblea non mi risulta abbiano mai discusso di questo referendum. Si può andare avanti così?

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