Le posizioni contrapposte in vista del referendum del 17 aprile. Agcom intanto stabilisce le regole

Il comitato del SìL’Autorità garante delle comunicazioni ha approvato le direttive sulla par condicio per la ormai imminente campagna referendaria.

In campo a far valere opposte ragioni per il “si” e per il “no” ci sono due comitati. Il primo nella sostanza contrario allo sfruttamento delle risorse petrolifere e il secondo, più modesto di posizione opposta.

Nella lunga vicenda ha recitato un ruolo determinante anche un soggetto terzo, la Corte Costituzionale, impegnata a più riprese in questi mesi e che tornerà ad esprimersi domani su un conflitto di attribuzione. Interessati dalle ricadute lavorative derivanti dalla complessa questione politica e in buona parte anche dall’andamento del mercato delle risorse energetiche sono i lavoratori del comparto, in agitazione per i licenziamenti a valanga e per la chiusura delle aziende di fornitura alle piattaforme ancora presenti nei nostri mari.

Tanto che la Femca CISL di Ravenna dichiara che una vittoria dei no-triv “sarebbe un danno incalcolabile per l’occupazione e per l’economia del Paese”. Come Gianni Bessi del PD emiliano-romagnolo che entra a far parte del più piccolo comitato referendario a difesa delle piattaforme guidato da un antico politico dell’ex PCI (Gianfranco Borghini) del quale fa parte anche una associazione ambientalista, quella degli Amici della Terra. FILCTEM ENI

Le divisioni in queste ore però iniziano ad emergere anche nell’ambito di uno stesso sindacato, la CGIL con la Fiom da un lato che chiede “un passo in avanti nella tutela del territorio” mentre dall’altro la Filctem che sostiene i lavoratori del comparto del petrolio.

Sul fronte del “sì”, o meglio di coloro che votano per l’abrogazione della norma che consente alle piattaforme marine già attive di proseguire l’estrazione sino alla scadenza della concessione il comitato promotore del referendum, cui aderiscono i consigli regionali di Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto che insieme al  “coordinamento no-triv” di associazioni ambientaliste tra le quali Greenpeace, Legambiente e Wwf ieri a Roma hanno presentato il simbolo e contenuti della campagna.

Oggi il presidente dell’assemblea regionale lucana Piero Lacorazza inaugura l’hashtag #battiquorum e invita sindaci, amministratori comunali e  rappresentati istituzionali alla mobilitazione. Per la cronaca si registrano diverse adesioni anche dal mondo della cultura, come ad esempio quella “di peso” dello scrittore Erri De Luca.