Dopo la rinuncia di Petroceltic, parla Lacorazza: dietrofront grazie alla spinta delle Regioni

“Un altro dietrofront grazie alla spinta delle Regioni che hanno avviato il percorso referendario”.

Piero Lacorazza (PD) - presidente del Consiglio Regionale di Basilicata

Piero Lacorazza (PD) – presidente del Consiglio Regionale di Basilicata

Così il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Piero Lacorazza (Pd), in riferimento ai quesiti referendari “anti trivelle” e alla notizia che la società Petroceltic ha presentato al Mise istanza di rinuncia sul permesso di ricerca a largo delle isole Tremiti.

“Dopo le norme che hanno sterilizzato tre quesiti referendari – ha aggiunto Lacorazza – e dopo il rigetto di tutte le istanze di prospezione, ricerca e coltivazione entro le 12 miglia, si aggiunge anche questa ulteriore notizia. Tutto ciò ci sarebbe stato senza l’iniziativa referendaria delle Regioni? Non toccherebbe allo Stato o alle Regioni regolamentare la materia energetica, invece di essere legati alle scelte delle compagnie petrolifere?”.

“Rimane ancora in campo – ha concluso Lacorazza – il quesito referendario, che dimostra tutta la sua importanza, affinché ci sia il sigillo definitivo su queste scelte. Si rilanci e si sostenga l’economia del mare, e si lavori a una nuova strategia energetica nazionale. Continuiamo a chiedere l’election day, per risparmiare 300 milioni, e sostenere la partecipazione. Infine pendono due conflitti di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale, tra cui quello del Piano delle aree. Per questo – ha concluso – il Governo e il Parlamento fanno ancora in tempo ad andare nella direzione indicata dai quesiti referendari, altrimenti con l’election day sarà il popolo a decidere”. (ANSA)

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