Presentato a Matera il movimento “Lega Sud”

Lega SudMATERA – Un progetto che fa riferimento nel tempo ai primi fermenti federalisti, la cui genesi risale ormai a 20 anni fa. Nato sulla scorta della questione meridionale, mai risolta. Questo in sintesi il messaggio lanciato a Matera dal Segretario Nazionale, Gianfranco Vestuto, nel corso della presentazione del movimento “Lega Sud”.

Nasciamo, ha sottolineato, come movimento autonomista perché la politica, nella sua veste ufficiale e canonica, non riesce a dare risposte ai territori, dai quali è invece necessario ripartire, con un occhio rivolto in particolare alla cosiddetta Italia dei Comuni. Non siamo statalisti, ha osservato ancora Vestuto, sottolineando il ruolo che Matera Capitale della Cultura può rappresentare.

Ma occorre un meccanismo regolatore della iniziativa privata. Un meccanismo virtuoso che deve fare leva sui prodotti e sui servizi che il territorio è già in grado di fornire. Quanto al tema attualissimo delle macroregioni, ha ribadito, occorre aver ben chiaro il tipo di federalismo al quale ispirarsi. La politica nazionale insegue Bruxelles, ha concluso. Noi invece dobbiamo tornare ai territori. Sugli aspetti storico scientifici e sulle ragioni che lo hanno portato ad aderire al movimento, si è soffermato invece il Presidente Provinciale, Franco Vespe.

Dati alla mano e facendo riferimento ad aspetti che emergono dalla storiografia, Vespe ha sottolineato come l’Unità d’Italia abbia portato con sé una vera e propria divaricazione fra Nord e Sud. A dispetto di quanto invece al contrario è accaduto in Germania, che ci ha dato, ha detto ancora Vespe, un meraviglioso esempio di unificazione.

Quella italiana non è stata una Unità, ha ribadito, ma una brutale occupazione del Sud. Soffermandosi infine sul tema della globalizzazione, non sono secondari, ha concluso Vespe, gli aspetti immateriali. Se vengono trascurati il rischio che si corre è che i processi siano governati solo ed ed esclusivamente dalle multinazionali. Perché la sana globalizzazione deve fare i conti con i territori.

 

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