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Referendum trivelle, Lacorazza:”Accolto dalla Cassazione il quesito sulle trivelle in mare, rimane aperto il nodo sul piano della aree”.

trivelle in mareRoma – La Corte di Cassazione ha comunicato, dopo aver nuovamente udito i legali rappresentanti del Comitato promotore per il referendum sulle trivelle in mare, che dei quesiti presentati nello scorso settembre ha trasferito il sesto quesito (trivelle in mare e durata del giacimento) sulla nuova formulazione della norma. A renderlo noto è Piero Lacorazza Presidente del Consiglio regionale della Basilicata e capofila per il referendum delle 10 Regioni che hanno sollevato l’abrogazione delle norme dello sblocca Italia ai sensi dell’art. 75 della Costituzione. “Quindi piena soddisfazione per gli altri 3 quesiti che sono stati accolti in legge di stabilità, rimane aperto il nodo del piano delle aree e della proroga dei permessi di ricerca e coltivazione non accolti dalla Corte di Cassazione – ha affermato Lacorazza”. “Il trasferimento del sesto quesito – ha poi aggiunto – offre la possibilità di una valutazione, in sede di Corte costituzionale, e di discussione al livello popolare su temi energetici e, in particolare, sugli idrocarburi. Un’eventuale ampliamento dell’oggetto referendario al tema del rafforzamento del piano e a quello delle proroghe – ha concluso – può ottenersi solo svolgendo un conflitto di attribuzione nei confronti dell’ordinanza della Corte di Cassazione, limitatamente ai quesiti 2 e 3 sui quali sono in corso approfondimenti.

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