Basilicata. Istituito l’Egrib e poi sciolta la riunione del Consiglio Regionale, per mancanza del numero legale

Marcello Pittella in Consiglio Regionale

Marcello Pittella in Consiglio Regionale

Dopo l’approvazione del disegno di legge che istituisce l’Egrib (Ente di governo per i rifiuti e le risorse idriche della Basilicata), ieri sera la riunione del Consiglio regionale è stata sciolta per la mancanza del numero legale. Lo ha reso noto l’ufficio stampa dell’assemblea.

Nella nota è anche spiegato che “il capogruppo del Movimento cinque stelle, Giovanni Perrino, ha chiesto di anticipare l’esame di una sua mozione che propone di impugnare davanti al Tar del Lazio una circolare del Ministro dello Sviluppo economico del 5 novembre 2015 che attribuisce all’Unmig la competenza esclusiva ad autorizzare le attività migliorative degli impianti petroliferi, compresa la perforazione e la reiniezione delle acque di strato. Ha inoltre sottolineato l’urgenza del provvedimento per l’imminente scadenza dei termini per la presentazione del ricorso.

Subito dopo, però, lo stesso Perrino ha stigmatizzato l’atteggiamento di molti consiglieri che nel frattempo hanno abbandonato l’Aula, invitando tutti “a prendersi le proprie responsabilità” e chiedendo polemicamente: “Perché scappate tutti quando si tratta di votare una mozione così importante?”.

Ha quindi ritirato la mozione. Il presidente della giunta regionale, Marcello Pittella, ha poi preso la parola, assicurando che verificherà comunque la possibilità, sotto il profilo giuridico – amministrativo, di impugnare il provvedimento. “Se l’Ufficio Legale mi conferma la sostenibilità, impugneremo il provvedimento anche se non abbiamo approvato la mozione; se non c’è la sostenibilità, riferirò in Aula il motivo per cui non si impugnerà”.

Il consigliere Giannino Romaniello (Gruppo misto) ha chiesto quindi di rinviare il dibattito sull’emendamento del governo alla legge di stabilità vista l’assenza di molti consiglieri. Constatando che all’esito della votazione erano presenti in aula solo otto consiglieri (Lacorazza, Perrino, Leggieri, Romaniello, Napoli, Pace, Galante e Benedetto) il presidente Piero Lacorazza ha sciolto la seduta.

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