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Il vicepresidente del CSM a Potenza: Corte d’Appello per ogni regione. Pittella: non appendice ma essenzialità

Giovanni Legnini - vicepresidente CSM

Giovanni Legnini – vicepresidente CSM

Quello delle Corti d’Appello “è un tema di primissimo ordine e la mia opinione è nota: sono per la simmetria istituzionale, una regione una Corte d’Appello, con gli aggiustamenti e le eventuali integrazioni che il Governo e il Parlamento riterranno di fare nella loro autonomia”.

Così, stamani, nel Palazzo di Giustizia di Potenza, il vicepresidente del CSM, Giovanni Legnini, ha risposto ai giornalisti a una domanda sull’eventuale soppressione della Corte d’Appello del capoluogo lucano. “Questa – ha aggiunto Legnini – è la mia posizione, il CSM la dovrà esprimere quando sarà chiamato a rendere il parere. Aspettiamo, quindi, il lavoro della Commissione ministeriale”.

Il presidente Pittella ha ricordato che la Corte “non può essere considerata appendice ma essenzialità” per il territorio lucano. “La nostra difesa della Corte d’Appello di Potenza non è una mera recriminazione, ma dalla riscrittura della geografia giudiziaria potrebbe nascere quella della regione, e molto dipende da noi, dalla nostra responsabilità e dalla capacità di cooperazione interregionale”.

Pittella ha poi spiegato che la Basilicata “ha dimostrato di potercela fare anche nel tempo della crisi, con indici di vivibilità migliori” e che oggi “è la lente d’ingrandimento” del Paese “dopo l’Expo, con Matera 2019”, e non “con 500 mila abitanti residenti, ma con un milione di cittadini temporanei che in tre anni diventeranno tre milioni” e quindi “questo luogo diventa un’opportunità per l’Italia e per l’Europa”.

Dopo “la crisi del regionalismo dobbiamo avere responsabilità”, ma “diventa un ossimoro sgretolare questo sistema di garanzie”. Il messaggio “che consegniamo al Governo é quello di una città diffusa come regione, che fa della sobrietà il suo valore aggiunto”. Infine, il governatore lucano ha ricordato che “la prudenza aiuta a capire l’essenziale e il rinunciabile”, e “noi dovremmo recuperare questa dote”: c’é un tempo, ha concluso, “in cui la politica dovrebbe usare il silenzio in maniera più virtuosa, invece di lasciarsi andare a cadute di stile”. (ANSA).

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