Ilva. Le reazioni dopo lo stop elvetico al rientro del “tesoro” dei Riva in Italia

IlvaNumerose le reazioni di esponenti pugliesi e nazionali dopo aver appreso della decisione del tribunale federale di Bellinzona relativa allo stop al rientro in Italia dei capitali della famiglia Riva.

Il primo è di Marco Bentivogli segretario nazionale della Fim Cisl: “Questo pronunciamento del Tribunale è inaccettabile. La somma di 1,2 miliardi di euro è stata trasferita illegalmente in Svizzera e va riporta celermente alla sua finalità: la bonifica e l’ambientalizzazione dell’ulva di Taranto”.

Parla di “una doccia fredda” Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto: “apre scenari drammaticamente imprevedibili sulla possibilità che lo stabilimento siderurgico possa essere effettivamente reso compatibile con l’ambiente e la salute dei tarantini oltre che per la sua stessa sopravvivenza”.

Il segretario nazionale dell’Italia dei Valori Ignazio Messina preannuncia invece un’interrogazione urgente al governo per chiedere di verificare quali siano i “vizi particolarmente gravi” individuati dal tribunale svizzero a fondamento di questa decisione, definita “ingiustificata”. Messina solleciterà anche un “pressante intervento italiano sulle istituzioni elvetiche”.

Stesso appello giunge dall’eurodeputata del movimento 5 stelle Rosa D’Amato: “Il governo italiano alzi la voce, se ha davvero interesse a farlo, e almeno una volta si faccia valere a livello internazionale”

Intanto con una nota del tardo pomeriggio di ieri proprio il presidente della Regione Puglia, Emiliano, ha chiesto un incontro al presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

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