Matera. M5S su vicenda Peep l’Arco: a cosa serve L’ATER se non puo’ costruire alloggi?

Antonio Materdomini“Con stupore e disappunto, apprendiamo che il 31/08/2015 scorso è stato approvato (per determina del Comune di Matera) un avviso pubblico per l’aggiudicazione di un’area destinata ad edilizia residenziale pubblica convenzionata, ossia alla costruzione di case popolari, nell’ambito del cosiddetto Piano di Edilizia Economica Popolare l’Arco (PEEP). Colpisce subito l’occhio la strana restrittività di alcuni requisiti di partecipazione richiesti.  Nell’Atto, è stato determinato che le ditte di costruzione interessate, nel corso degli ultimi cinque anni, dovessero aver realizzato e regolarmente ultimato interventi di edilizia convenzionata, per un importo pari ad almeno tre milioni di euro. Inoltre, dovevano aver sostenuto, sempre nell’ultimo quinquennio, un costo complessivo per il personale dipendente non inferiore a seicentomila euro”.

E’ quanto scrive in una nota Antonio Materdomini, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle. “Non meraviglia” aggiunge Materdomini “che una sola sia la domanda di partecipazione: un Raggruppamento Temporaneo di Imprese, costituito da ERGON Società Cooperativa, in avvalimento con ‘La casa del popolo soc. coop. SpA’, e la mandante Tagliente Costruzioni S.r.l. Nomi noti nel settore e una ‘vittoria’ scontata”.

“Il Comune e il suo Dirigente” secondo il consigliere “forse dimenticano che il Consiglio Regionale di Basilicata, con una delibera del gennaio 2005, aveva approvato il Programma di Edilizia Residenziale Pubblica Agevolata. Esso destinava all’Azienda Territoriale di Edilizia Residenziale (A.T.E.R.) di Matera più di 2 milioni di euro, per la realizzazione di programmi costruttivi nell’ambito della Provincia di Matera. Programmi che, però, nonostante gli atti ad oggi adottati, non sono ancora stati completati.
Puntuale, è arrivata diffida formale dell’A.T.E.R. di Matera a procedere all’ annullamento degli atti di cui sopra, ed ovviamente la richiesta di assegnazione all’Azienda dei lotti oggetto dell’avviso”.

Di seguito il testo del comunicato

Gli enti istituzionali deputati all’Edilizia Residenziale Pubblica, hanno per legge la priorità nelle assegnazioni di aree in ambiti PEEP. Difatti, l’art. 35 della l. 865/1971, rimarca anche nel testo vigente la preferenza per “enti pubblici istituzionalmente operanti nel settore dell’edilizia economica e popolare”; citando solo in seguito le “cooperative edilizie a proprietà indivisa”.
Inoltre, anche alla luce della legge n. 167/1962 e successive modifiche ed integrazioni, il Comune deve rendere disponibili allo scopo i terreni costituenti il PEEP. A maggior ragione quando trattasi di iniziative pubbliche assistite da contributi che rischiano di andare persi.
Meglio ricordare a tutti gli amministratori del Comune di Matera, che nel precedente e identico contenzioso tra gli stessi Enti, e nel medesimo PEEP, il Comune ha subito una condanna di risarcimento danni in favore dell’A.T.E.R.
“Non capiamo quindi” – insiste Antonio Materdomini, Consigliere Comunale per il M5S di Matera – “perché il Comune vuole esporsi al rischio concreto di un secondo ingente risarcimento, quando la legge e il buon senso suggeriscono di permettere la costruzione di case di Edilizia Residenziale Pubblica Agevolata da destinare ai nostri tanti concittadini in difficoltà.
Esistono progetti già finanziati, e da lustri non si costruiscono ed assegnano case popolari in città (salvo casi sporadici, e assolutamente insufficienti a soddisfare le esigenze dei cittadini): ciò premesso, ci chiediamo perché favorire sempre e comunque chi vuol trarre profitto dal mattone, e a cosa serva a questo punto tenere in vita un ente, per altro a carico dei cittadini, al quale non è permesso di assolvere al proprio scopo fisiologico”.
L’auspicio del M5S è che alla fine prevalga il buon senso del Sindaco, della Giunta e del Consiglio; che si annullino tutti gli atti adottati, e che sia finalmente permesso di costruire all’ ATER, realizzando alloggi per i materani che vivono in condizioni precarie e non accettabili in una Capitale europea della Cultura.