Una “carta” dei diritti e doveri per i testimoni di giustizia. Bubbico pensa a una pensione di Stato

Filippo Bubbico (PD) con Angelino Alfano (PDL)

Filippo Bubbico (PD) con Angelino Alfano (NCD) di cui è vice

ROMA – Arriva domani l’attesa Carta per i diritti e i doveri dei testimoni di giustizia e i collaboratori, “ma in questi 25 anni lo Stato ha fatto per intero la propria parte tutelando i testimoni e i collaboratori di giustizia. Vogliamo fare un bilancio e capire come possa essere aggiornato il sistema di protezione, migliorate le modalità per il reinserimento sociale e lavorativo dei testimoni e ridotta la sofferenza di queste persone che in ragione della loro volontà di mettersi da parte dello stato subiscono ogni sorta di sofferenza”. Così il viceministro all’Interno Filippo Bubbico a Radio Rai 1 nel programma “Restate scomodi”.

Allo studio, ha detto Bubbico, anche l’ipotesi di una sorta di pensione di Stato per i testimoni. “Oggi – ha spiegato – è previsto che a conclusione del programma di protezione, quando cessati i motivi processuali e di sicurezza, il testimone riceva la capitalizzazione per il reinserimento sociale e lavorativo. Poiché una buona percentuale non ha dato risultati positivi, a detta degli stessi testimoni di giustizia, l’ipotesi potrebbe essere quella di trasformare quella capitalizzazione in un assegno che accompagni il testimone in tutta la sua vita”. “Attualmente c’è una legge dello stato che dà la possibilità alle amministrazioni pubbliche di assumere testimoni di giustizia e la Regione Siciliana ha approvato una propria legge grazie alla quale li assume direttamente – ha proseguito Bubbico – la Regione Siciliana ha fatto una operazione meritevole e stiamo lavorando perché le altre Regioni italiane seguano l’esempio della Sicilia; ho fiducia che la cooperazione tra Stato e Regioni porterà a buoni frutti per il lavoro dei testimoni”.

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