Il Governo accoglie un OdG in Senato: al lavoro sulla riforma delle Regioni

La Mappa delle nuove Regioni, così come nel disegno di legge costituzionale

La Mappa delle nuove Regioni, così come nel disegno di legge costituzionale

Ieri è stato dato il via libera agli articoli delle riforme che introducono il nuovo federalismo, tra l’altro aumentando le materie su cui sarà possibile la devoluzione delle competenze dallo Stato alle Regioni.

Il Governo ha, di fatto approvato nella seduta di ieri  un ordine del giorno di Raffaele Ranucci (Pd) che impegna l’esecutivo a presentare a breve una riforma che tagli il numero delle Regioni.

La presentazione di un emendamento dell’esecutivo sulla discussa norma transitoria certifica l’intesa interna al Pd, mentre l’opposizione si divide e dentro Forza Italia si registra una spaccatura verticale. Il Senato ha approvato l’articolo del ddl Boschi che riscrive l’articolo 117 della Costituzione, cioè l’assetto federale.

Il nuovo testo abroga le materie di competenza concorrente tra Stato e Regioni, e riporta in capo allo Stato alcune materie, tra cui la tutela dell’ambiente e dei beni culturali, l’energia, le infrastrutture strategiche, la protezione civile. In più nel nuovo articolo 117 c’è la cosiddetta clausola di salvaguardia dell’unità nazionale: lo Stato potrà riprendersi alcune competenze “quando lo richiede la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica della Repubblica o lo rende necessario la realizzazione di programmi o di riforme economico-sociali di interesse nazionale”.

Il dibattito in aula si è fatto animato proprio quando si è passati al punto riguardante l’impegno del Governo sulla riforma che riduce il numero delle regioni, prima che entri in vigore il ddl Boschi. In pratica da qui ad ottobre 2016.

L’accettazione da parte del governo, con il sottosegretario Luciano Pizzetti, non ha nemmeno reso necessario il voto, ma si è comunque sviluppato un dibattito in cui ha prevalso la sorpresa per il “colpo di scena”.

Il testo di Ranucci prevede, in seguito alla soppressione di alcune attuali Regioni, la riduzione delle stesse da 20 a 12. A scomparire sarebbero (tra le altre) anche Puglia e Basilicata per dare vita alla costituzione della Regione Alpina, Lombardia, Emilia-Romagna,  Triveneto, Appenninica, Adriatica, Roma Capitale, Tirrenica, Regione del Levante (territori già ricompresi nella soppressa Regione Puglia e nelle Province di Matera e Campobasso), Regione del Ponente (territori già ricompresi nella soppressa Regione Calabria e nella Provincia di Potenza), Sicilia e Sardegna (le uniche due a statuto speciale).

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