Con il voto del Consiglio Regionale sardo, ok ai referendum contro trivelle in mare

I governatori delle sei Regioni alla Fiera del Levante

I governatori delle sei Regioni alla Fiera del Levante

Raggiunta quota cinque. Si va verso il Referendum. Con l’approvazione, avvenuta ieri, da parte del Consiglio regionale della Sardegna dei quesiti referendari contro le autorizzazioni alle trivelle in mare , si è raggiunto il numero di assemblee regionali necessario a richiedere l’indizione del referendum.

La Sardegna si aggiunge infatti a Basilicata (prima a deliberare) Puglia, Molise e Marche. Ora, i passaggi saranno i seguenti: entro il 30 settembre la proposta dovrà essere depositata alla Corte di Cassazione che ne valuterà la legittimità. In questo caso, nei prossimi mesi verrà indetto il referendum che chiamerà i cittadini italiani a votare per l’abrograzione di alcune parti dell’articolo 38 dello Sblocca Italia e dell’articolo 35 del Decreto Sviluppo.

La strada “antitrivelle” intrapresa dunque in maniera compatta dalle Regioni, chiama anche i cittadini ad esprimere il proprio parere. “5 regioni – scriveva qualche giorno fa sulla sua pagina social, Piero Lacorazza, Presidente del Consiglio regionale lucano e promotore dei quesiti referendari – equivalgono a 500.000 mila firme“.

Numero che con le deliberazioni di Abruzzo, Veneto, Liguria, Umbria, Campania e Calabria potrebbe anche salire. Senza dubbio è stato lanciato un segnale importante che potrebbe anche persuadere il Governo nazionale a fare un passo indietro attraverso la suggerita “moratoria”. Allora, il referendum non avrebbe più senso ma le Regioni in un caso o nell’altro avrebbero vinto sullo Stato.