Al MISE di Roma “Focus” di Puglia, Basilicata e Calabria sulle ricerche “Offshore”

Incontro MiseE’ iniziato poco dopo le 16.00 il previsto incontro – convocato a seguito della lettera congiunta degli stessi presidenti di Regione indirizzata al Ministro Federica Guidi nei giorni scorsi – volto ad approfondire le tematiche relative alle attività estrattive offshore, cui partecipano i rappresentanti delle regioni Puglia, Basilicata e Calabria presso il Ministero per lo Sviluppo Economico.

Al tavolo, presieduto dal sottosegretario Simona Vicari sono presenti i governatori  Marcello Pittella e Michele Emiliano, oltre ad Antonella Rizzo, assessore regionale all’Ambiente della Calabria.

Michele Emiliano con i manifestanti di Greenpeace

Michele Emiliano con i manifestanti di Greenpeace

Poco prima dell’incontro il governatore pugliese si è intrattenuto con un gruppo di manifestanti  di Greenpeace e Legambiente, in presidio sotto il palazzo del ministero.

I rappresentanti delle Regioni hanno manifestato la loro contrarietà all’avvio delle attività di prospezione e ricerca offshore nello Ionio e nell’Adriatico in quanto contraddittorie rispetto alle politiche avviate dalle stesse Regioni, chiedendo al Governo una moratoria di questi programmi.

Il sottosegretario Vicari, ascoltate le posizioni delle Regioni, si è impegnata ad approfondire questi temi con il ministro Federica Guidi e con la presidenza del Consiglio annunciando un nuovo incontro con le Regioni da convocare entro la prossima settimana.

“Quello di oggi a Roma” ha dichiarato il presidente Marcello Pittella “credo sia stato un incontro utile, costruttivo, improntato – come  avevo auspicato – alla linea del dialogo tra le Regioni, da un lato, e il Ministero dello Sviluppo Economico, dall’altro, anche grazie alla sensibilità ancora una volta manifestata dalla Sottosegretaria, Simona Vicari, che personalmente ringrazio”.

“Come Regione Basilicata” ha sottolineato il governatore lucano “abbiamo ribadito in modo forte la nostra posizione, che è di totale contrarietà alle estrazioni in mare, chiedendo di sospendere l’iter delle autorizzazioni  richieste dalle compagnie petrolifere”.

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