Il Consiglio Regionale Lucano approva la mozione di Aurelio Pace contro la “Teoria del Gender”

Aurelio Pace - Consigliere Regionale

Aurelio Pace – Consigliere Regionale

POTENZA – La mozione di Aurelio Pace del gruppo misto in Consiglio Regionale è passata a maggioranza.

Il documento  sottoscritto anche da Achille Spada e Carmine Miranda Castelgrande del PD, da Paolo Castelluccio e Michele Napoli del Pdl-Forza Italia, da Gianni Rosa, Fratelli d’Italia, Luigi Bradascio della Lista Pittella, Francesco Mollica (Udc) e Nicola Benedetto di Centro Democratico ha come oggetto il “Rispetto nelle istituzioni scolastiche del ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità”.

Hanno invece espresso voto contrario i consiglieri Cifarelli, Lacorazza, Polese e Santarsiero del PD, Romaniello del Gruppo Misto e Perrino del Movimento 5 Stelle. Un solo astenuto, Giuzio (PD).

“Oggi, purtroppo, ci troviamo davanti ad alcuni interrogativi mai sorti prima poiché oggettivamente illogici e anti-scientifici: maschio o femmina si nasce o si sceglie di diventarlo? O più in generale, che cosa è la persona umana? E’ una struttura dotata di una precisa identità sessuata, maschile o femminile, oppure è un’entità astratta, modellabile nel tempo in base al desiderio e alla libera scelta dell’orientamento sessuale di un soggetto?”

Queste le considerazioni cui si ispira la mozione con la quale i firmatari impegnano il Governo regionale affinché “nelle scuole di ogni livello e grado in Basilicata non venga introdotta la ‘teoria del gender’ e che venga rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario ai sensi dell’art.26 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dei decreti che riconoscono le scelte educative dei genitori”.

Di seguito il testo integrale del comunicato diramato dall’ufficio stampa del Consiglio Regionale

“La teoria del gender – si legge – afferma che le differenze biologiche tra maschio e femmina hanno poca importanza e ciò che conta sarebbe il proprio ‘genere’, ossia la percezione che una persona avrebbe di sé. Essa vuole insomma che tutti noi, compresi i bambini, non diciamo più ‘io sono maschio’ o ‘io sono femmina’, ma ‘io sono come mi sento’. In alcune scuole vengono proposte e si vorrebbero imporre per legge, fiabe come ‘perché hai due mamme’, ‘perché hai due papà’, che indirettamente invitano i bambini e gli studenti a ‘scegliere il proprio genere’, ignorando le proprie origini biologiche. Questo tipo di insegnamento oggettivamente confonde e ferisce la crescita e l’innocenza dei bambini”.

Con la mozione si chiede che “sia oggetto di spiegazione e di studio la ragione per la quale la nostra Costituzione, all’art.29, privilegi la ‘famiglia come società naturale fondata sul matrimonio’, della quale ‘riconosce’ gli speciali diritti, diversamente da ogni altro tipo di unione e si educhi a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica e sociale che ne consegue. In questo modo gli studenti impareranno anche che la madre e il padre, nella famiglia, ancor più che nel mondo del lavoro o in altri contesti, apportano la loro propria e insostituibile ricchezza specifica”.

Per i firmatari, bisogna “educare al rispetto del corpo altrui e al rispetto dei tempi della propria maturazione sessuale e affettiva. Questo implica che si tenga conto delle specificità neurofisiologiche e psicologiche dei ragazzi e delle ragazze in modo da accompagnarli nella loro crescita in maniera sana e responsabile, prevedendo corsi di educazione all’affettività e alla sessualità, concordati con i genitori e non imposti senza alcuna informazione a riguardo e senza consenso esplicito e consapevole”.

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