Trivelle nel Mar Jonio. Solidarietà di Castelluccio (FI) al sindaco di Policoro in sciopero della fame

Paolo Castelluccio - Consigliere Regionale (FI)

Paolo Castelluccio – Consigliere Regionale (FI)

Solidarietà e sostegno all’azione di protesta sono stati espressi al sindaco di Policoro Rocco Leone (che ha annunciato lo sciopero della fame) dal consigliere regionale di Forza Italia Paolo Castelluccio che sottolinea l’esigenza di “intensificare ogni iniziativa per opporsi alla decisione del Governo Renzi, sinora scarsamente contrastata dalle Giunte Regionali che si sono succedute, di dare il via libera alla ricerca petrolifera nel Mar Jonio”.

Secondo Castelluccio “ha ragione il sindaco di Policoro e con lui i sindaci lucani, calabresi e pugliesi dei comuni della costa ionica che nel corso della recente riunione di Policoro hanno concordato una strategia unitaria, quando sostiene che non possiamo accontentarci della disponibilità al dialogo dichiarata dal sottosegretario all’Ambiente Velo. Non c’è peggior dialogo con chi – aggiunge – ha dimostrato sinora, attraverso la rigida linea di difesa dell’art.38 dello Sblocca Italia in materia energetica, intende anteporre gli interessi delle compagnie petrolifere a quelli delle comunità locali. Lo abbiamo rilevato nella seduta del Consiglio Regionale di martedì evidenziando le contraddizioni del Presidente Pittella e della maggioranza di centrosinistra che solo adesso ravvisano la necessità di impugnare l’art.38 davanti la Corte Costituzionale con motivazioni del resto non del tutto chiare”.

Nel sottolineare che un’interrogazione al ministro dell’Ambiente è stata presentata dall’on. Cosimo Latronico (Fi) sulla “procedura di valutazione d’impatto ambientale per la fase di indagini sismiche 3D del permesso di ricerca di idrocarburi localizzato nel golfo di Taranto richiesto dalla società Enel Longanesi”, Castelluccio afferma che “oltre che in Parlamento la battaglia va condotta in Consiglio Regionale e nei Consigli Comunali dei centri ionici del Metapontino, del Tarantino e del Cosentino. All’assessore Berlinguer diciamo che spostare la questione in sede europea, come dichiara, ha il significato di scaricare responsabilità politico-istituzionali che appartengono anche al Dipartimento Ambiente incapace di contrastare le mire delle compagnie petrolifere su terra ferma e in mare”.

“Nello specifico del Metapontino – conclude – l’incompatibilità della ricerca petrolifera con turismo, ambiente e prospettive di sviluppo agricolo non ha alcun bisogno di tante parole”.

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