Scontro nel Pd lucano, difficile trattativa sulla Giunta e su Matera

“Il Segretario regionale della Basilicata, non esprime la sua funzione di guida e di sintesi politica.”

Marcello Pittella, Vincenzo Viti, Antonio Luongo

Marcello Pittella, Vincenzo Viti, Antonio Luongo

E’ tutto in queste parole lo strappo consumatosi nel Partito Democratico lucano. In una lettera a firma di Antezza, Margiotta, Polese, Robortella e Giuzio, più altri delegati, l’area renziana ha disconosciuto il ruolo di Antonio Luongo e la sua terzietà.

Strappo che era nell’area da giorni, dalle dichiarazioni di Speranza sull’Italicum, avvallate dallo stesso Luongo, unico segretario in Italia a non aver sottoscritto il documento di appoggio a Renzi, e dalla successiva dichiarazione velata, fatta nei giorni scorsi, dal presidente Pittella per esprimere il suo totale appoggio al premier. Inevitabile dunque.

L’area renziana nella lettera ci è andata giù duro, invitando ad una “seria riflessione nel partito di Basilicata” e tracciando un quadro regionale preoccupante e confuso.

“Liste del Pd contrapposte in quasi tutti i Comuni – scrivono i renziani- pittelliani, aggiungendo che “sulla stessa vicenda delle imminenti elezioni a Matera pesa l’ombra del diniego delle primarie, strumento fondativo del Pd, e di atteggiamenti di chiusura conservatrice che rischiano di tenere lontani dal Pd importanti settori della società civile materana.”

“Non mi è difficile comprendere – ha risposto il segretario regionale Luongo – il senso del documento dei “renziani” lucani a ridosso dell’acuirsi del confronto interno a livello nazionale; comprendo un po’ meno – ha continuato il segretario – il senso politico dell’iniziativa nel momento in cui il Presidente Pittella è impegnato a trovare le forme e le condizioni per un rilancio dell’azione del governo regionale.”

La divisione interna del partito lucano pesa dunque come un macigno sulla composizione della nuova giunta regionale, il cui unico nome certo resta Luca Braia, e su Matera. Intanto, in giornata, il Presidente Pittella e Roberto Speranza dovrebbero incontrarsi, per affrontare le questioni aperte, mentre per lunedì sembrerebbe essere in programma una nuova riunione di maggioranza in Regione.

Dopo il servizio video i testi integrali delle due lettere

IL Pd lucano ha necessità assoluta ed urgente di una chiarificazione politica profonda. Abbiamo impiegato un anno per ottenere la celebrazione del Congresso regionale; un altro anno sta per passare senza che vengano completati gli organismi di direzione regionale del partito e vengano celebrati i Congressi provinciali, con una funzione monocratica del segretario regionale e con la sopravvivenza di due segretari provinciali eletti in una stagione politica ormai remota, che operano senza render conto a nessun organo collegiale: una situazione politica che sfugge ad ogni regola e a ogni definizione, nella quale il Segretario regionale della Basilicata, non esprime la sua funzione di guida e di sintesi politica.
Venti Segretari regionali su ventuno hanno sottoscritto un documento di appoggio e sostegno a Matteo Renzi e al suo duplice impegno di segretario nazionale del partito e di Premier in carica, per sostenerlo e incoraggiarlo a portare avanti con decisione il grande processo di cambiamento e di modernizzazione del partito e del Paese, ma ne manca uno ed é il segretario regionale del Pd lucano.
Così come la rilevante dichiarazione di non voto di Roberto Speranza, alla fiducia posta dal governo, impone inevitabilmente una riflessione all’interno del partito di Basilicata.
Il Pd è un partito plurale, ma il rispetto delle legittime posizioni di ciascuno non può giustificare il permanere di logiche di mera conservazione, né può indebolire l’impegno che è richiesto a tutti per sostenere l’azione del partito e del governo in un passaggio cruciale come quello attuale.
E’ una fase delicatissima della politica nazionale e locale, con un governo nazionale impegnato nella più coraggiosa operazione di cambiamento che sia stata mai concepita e con un governo regionale chiamato a rilanciare la fiducia collettiva verso un orizzonte di sviluppo avanzato e sostenibile: uno sforzo che non può essere lasciato alla solitaria intraprendenza di Matteo Renzi a Roma e di Marcello Pittella a Potenza, ma che postula il massimo impegno di tutte le energie di cui dispone il partito.
Il quadro che il Pd lucano offre di sé è quanto mai preoccupante, se non addirittura desolante: fase congressuale ancora incompiuta, scollegamento totale tra istanze di partito e rappresentanze istituzionali, autorevolezza degli organi di partito ridotta al lumicino, caos assoluto nei territori, liste del Pd contrapposte in quasi tutti i Comuni.
Non è accettabile che il Pd del capoluogo di regione, in una fase così delicata non celebri il Congresso ne riunisca alcun tipo di organismo ormai delegittimato ancorché esistente, e che le date di volta in volta fissate, vengano regolarmente bypassate.
Sulla stessa vicenda delle imminenti elezioni a Matera pesa l’ombra del diniego delle primarie, strumento fondativo del Pd, e di atteggiamenti di chiusura conservatrice che rischiano di tenere lontani dal Pd importanti settori della società civile materana.
Il Pd lucano va ri-formato, nelle strutture e nei comportamenti, cominciando con il regolarizzare la vita dei suoi organi: anzitutto eleggendo la segreteria e la direzione regionale, e, immediatamente, facendo svolgere i congressi provinciali, come previsto dallo Statuto nazionale e regionale del Pd. A fianco di un governo nazionale e regionale che vogliono interpretare il cambiamento e l’innovazione, deve esserci un Pd, anche in Basilicata, che dia chiara testimonianza di altrettanta capacità di innovazione, che non si riproponga come federazione di correnti, che non immiserisca la sua dialettica nella insopportabile logica dei veti e dei ricatti, che non consumi la ricchezza delle sue energie nelle stanche liturgie dei caminetti. Al segretario regionale, eletto senza i nostri voti, ma con quelli di altri che oggi giocano a fare i controrivoluzionari, chiediamo di fare chiarezza su tutte le questioni poste in questo documento. Chiediamo, soprattutto, di rinunciare al ruolo di guardiano degli equilibri tra le correnti, o, peggio, di nume tutelare di una di esse, e di esercitare in modo non più monocratico le proprie funzioni. Conservazione, immobilismo, confusione: non può essere questo il Pd di Basilicata, non è questo il partito leader della regione, quello nel quale credono i nostri sostenitori ed elettori. Noi non ci stiamo!


Il segretario regionale del Pd di Basilicata, Antonio LUONGO ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Sono abituato a vivere il libero confronto democratico con serietà e responsabilità, rifuggendo dalle facili battute veicolate sui giornali o sui social media.

Non mi è difficile comprendere il senso del documento dei “renziani” lucani a ridosso dell’acuirsi del confronto interno a livello nazionale; comprendo un po’ meno il senso politico dell’iniziativa nel momento in cui il Presidente Pittella è impegnato a trovare le forme e le condizioni per un rilancio dell’azione del governo regionale.

Trovo curioso, se non paradossale, che le due questioni cruciali poste nel documento, e cioè la mancata elezione della Segreteria e della Direzione regionale e la diffusione della conflittualità sui territori, vengano poste proprio da coloro che sino ad oggi hanno richiesto il rinvio di quegli adempimenti statutari e sono partecipi della frammentazione del partito in sede locale.

Io sono sin troppo consapevole della difficile governabilità di un partito che, sotto la guida di Matteo Renzi, sta modificando rapidamente lo spirito e le regole di vita della nostra comunità politica.

Mi sarei aspettato eguale consapevolezza, anche autocritica, da parte di quel pezzo di gruppo dirigente del Pd lucano che ha inteso sottoscrivere

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