Nasce comitato reazione civica: “non siamo guerrafondai, tuteliamo la Basilicata”

Colella - COVA - Pinguini Lucani - Reazione CivicaPer difendere e tutelare il territorio, rigettando l’etichetta di guerrafondai, ma anzi spronando cittadini e istituzioni a risolvere la prima emergenza della Basilicata: la legalità.

E’ quanto comunicato dai movimenti civici “Punguini Lucani” e “COVA Contro”, unitamente alla docente di geologia presso l’Unibas Albina Colella, i quali hanno annunciato la costituzione di un comitato di reazione civica.

Al centro, i vari temi sensibili – secondo i promotori ancora irrisolti – che dall’ambiente a lavoro e salute, rientrano in un disegno che mira allo spopolamento della regione. Da qui la scelta di coagulare le proposte già avanzate dai comitati spontanei e di costruirne di nuove. Una su tutte: rinegoziare tutti i rapporti ed i sistemi di tutela ambientale con le società petrolifere, la Regione e lo Stato centrale.

Nel corso dell’incontro con la stampa, La Prof.ssa Colella si è espressa anche in merito alla diffida che l’ENI le ha formulato per presunta “attività denigratoria”. Una vicenda salita alla ribalta con una intervista televisiva, nel quale la docente aveva approfondito la correlazione esistente in Val d’Agri tra il pozzo di reiniezione “Costa Molina 2” appartenente alla multinazionale del petrolio e la fuoriuscita di acque sorgive, da lei definite di “scarto”, lungo un terreno di contrada La Rossa a Montemurro. “Se voleva essere una intimidazione,comunico che andrò avanti – ha affermato la Colella – per dimostrare la scientificità del mio lavoro.”