Reddito Minimo d’Inserimento. Cgil, Cisl e Uil lanciano ultimatum a Pittella. Il governatore: “non accetto ultimatum infondati”

Marcello Pittella

Marcello Pittella

I sindacati hanno lanciato l’ultimatum sul reddito minimo di inserimento. “La Regioni rispetti gli accordi presi o scenderemo in piazza”  hanno detto Cgil, Cisl e Uil, stamane in conferenza stampa, facendo riferimento all’accordo sottoscritto con la Regione il 2 dicembre 2014 che prevedeva l’attivazione del RMI “a partire da febbraio 2015”.

“Non accetto ultimatum – ha detto il Presidente della giunta regionale, Pittella, ai nostri microfoni – soprattutto se sono infondati ed immotivati”. E il governatore ne ha illustrato le ragioni: “Uno – ha detto – siamo la prima regione d’Italia che mette in campo una misura del genere, anche e soprattutto grazie al loro impegno; secondo perché abbiamo trovato le risorse e l’accordo di giovedì prossimo con la Guidi ne siglerà definitivamente la disponibilità; terzo perché ci sono procedure che loro conoscono e che sono in capo alle Commissioni consiliari, al consiglio regionale e agli ulteriori uffici che dovranno emanare il bando per i lavori di pubblica utilità in capo ai comuni – e aggiunge – è comprensibile che ci sia uno slittamento fisiologico”.

E alle domande poste dalle tre sigle sindacali, e che noi abbiamo ribaltato al Presidente  risponde, “le risorse ci sono. Mentre i Copes sono stati prorogati perché non mandiamo a casa nessuno. Quando saremo pronti – ha spiegato Pittella – con il reddito minimo interromperemo l’altra misura”.

Insomma, il RMI  è “priorità sancita e confermata” stando alle dichiarazioni di Pittella, il quale si è detto “un po’ meravigliato” della posizione espressa dai sindacati. Di certo, aggiungiamo noi, saranno i fatti a dirci come andrà.