Reddito Minimo di Inserimento. I sindacati: “Regione rispetti accordi o si scenderà in piazza”

Cgil, Cisl e Uil denunciano la lentezza dell’ente rispetto alla misura e chiedono al governatore se sia una priorità.

Rappresentanti sindacali Basilicata: Falotico, Vaccaro e Genovesi (Cisl, Uil, CGIL)

Rappresentanti sindacali Basilicata: Falotico, Vaccaro e Genovesi (Cisl, Uil, CGIL)

“Avviare a partire da febbraio 2015 lo strumento del reddito minimo di inserimento, ricomprendendo in esso la continuità di reddito per i lavoratori non più destinatari di ammortizzatori sociali in deroga e i beneficiari del programma Copes nonchè il sostegno alle famiglie lucane sulla soglia di povertà”.

Questo è quanto convenivano il 2 dicembre scorso Regione e sindacati, ma a metà marzo della misura e dei suoi tempi di attuazione ancora non si ha contezza. Per questa ragione Cgil, Cisl e Uil, nel corso di una conferenza stampa, hanno denunciato la lentezza dell’ente regionale, chiedendo al Governatore se il Reddito minimo di inserimento sia ancora una priorità.

In particolare, le parti sociali si interrogano sulle ragioni del ritardo. “Che fine hanno fatto i 35 milioni di euro recuperate dalla ex card carburante? Perchè sono stati prorogati i Copes?”.

E nel porre queste questioni le tre sigle chiedono alla Regione di mantenere gli impegni, emanando nei prossimi giorni i bandi a favore della platea. “E’ il tempo in cui chiacchiere e propaganda devono cessare – secondo Cgil, Cisl e Uil – per passare ai fatti concreti”. E se questo non avverrà si scenderà in piazza.