Il Foglio di Cerasa critico con la trasmissione “Presa Diretta” e con i lucani che non vogliono le trivelle

Articolo di Federico Pirro su Il Foglio

Articolo di Federico Pirro su Il Foglio

POTENZA – Restano accesi, anzi infuocati i riflettori nazionali sulla Basilicata. Stavolta le industrie automobilistiche di Melfi o il risalto di Matera Capitale Europea della Cultura non c’entrano nulla. La scena è dominata in queste ultime ore dalla discussione “Petrolio sì, Petrolio no”.

Dopo l’inchiesta trasmessa su Rai 3 domenica sera, dedicata ai temi della ormai legge Sblocca Italia, e in particolare sul focus dedicato alla regione “giacimento” energetico (la Basilicata), non si placano le polemiche.

Dopo l’annunciata lettera di protesta ai vertici Rai di Marcello Pittella (per la presunta parzialità e incompletezza del reportage), è la volta di Piero Lacorazza, che riferendosi ad un articolo di Federico Pirro comparso nella versione online de “Il Foglio” (ora diretto da Claudio Cerasa) proprio non ha mandato giù (come buona parte dei lucani) la chiusura dell’articolo del docente di Storia dell’Industria all’Università di Bari.

Lacorazza scrive sul suo profilo Facebook: “una delle ‘mode’ del momento è quella dell’insulto, principalmente a sfondo etnico-razziale: così, non ci sorprendiamo più quando nelle piazze (virtuali e non) e in molti stadi vediamo scritte ed insulti di ogni tipo”.

Il riferimento è alla “non meglio precisata fonte Eni” che avrebbe riferito “a causa dell’estremismo ecologista l’Eni potrebbe anche andarsene dalla Basilicata cosicché, dove Rocco Scotellaro celebrava l’uva puttanella, tornerebbero finalmente i pecorai e i morti di fame'”.

Il post di Piero Lacorazza su Facebook

Il post di Piero Lacorazza su Facebook

Per il presidente del Consiglio Regionale di Basilicata “non si capisce il riferimento ai pecorai. Voleva essere un insulto? Non è riuscito molto bene, allora”, e rivolge un invito, anzi un “avviso ai naviganti: se volete parlare di cose serie, di petrolio, ambiente e salute, facciamolo. Ce n’è bisogno e credo che, al di là delle differenti ‘visioni’ e delle trasmissioni televisive, dei dati più o meno giusti e delle opinioni di tutti, le istituzioni debbano ascoltare e rendere conto del proprio operato. Sempre. Ma per favore lasciamo stare i pecorai, i morti di fame e un passato che forse, anche quando viene evocato scomodando i poeti della cultura contadina, si dimostra di non conoscere poi tanto bene”.

Anche il radicale Maurizio Bolognetti, commenta duramente l’articolo di Pirro e scrive che nel “prendere atto che l’autorevole fonte Eni de Il Foglio non ha voluto nemmeno metterci la faccia, dico: meglio terroni e ‘pecorai’ che inquinatori e saccheggiatori”.

In serata, con un post sulla sua pagina Facebook, anche Marcello Pittella ha commentato il riferimento ai “pastori” nell’articolo de “Il Foglio”: “Pastori infaticabili e abitanti culturali, turismo e risorse del sottosuolo. Questa è la Basilicata, che respinge compatta le offese gratuite, continuando senza sosta sulla strada della conoscenza e della tutela dei cittadini”.

Nel frattempo non si fanno attendere anche le dichiarazioni dei curatori del programma “Presa Diretta”. E mentre Riccardo Iacona parla di “uno schiaffo ai lucani“, Danilo Procaccianti scrive su Twitter: “Il Foglio per criticare la nostra puntata su ‘Sblocca Italia’ definisce i lucani ‘pecorai e morti di fame’ che squallore”.

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