Reportage. Il Consiglio impegna Pittella: senza modifiche s’impugna l’articolo 38. La piazza protesta

Reportage SarliPOTENZA – Si all’impugnativa se “il 38” non verrà modificato. Il Consiglio Regionale della Basilicata sceglie la strada politica, quella dell’interlocuzione con il Governo nazionale per ripristinare il principio di leale collaborazione tra Stato, Regioni ed Enti locali nella pianificazione del territorio, che attualmente non è contemplato nell’articolo 38 del decreto “Sblocca Italia” convertito in legge.

Ieri il Consiglio Regionale della Basilicata ha adottato a maggioranza – con il voto contrario di 5 consiglieri – un deliberato che traccia la strada da seguire. Di fatto la Regione, attraverso i tre emendamenti già proposti a Roma, tenterà di cambiare il testo dell’articolo. In quali parti?

Il primo punto è quello di superare il titolo concessorio unico in materia di ricerca e coltivazione di idrocarburi. Il secondo punto è quello di riportare in ambito regionale le competenza in materia di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), il che vuol dire lasciare all’Ente territoriale il rilascio delle autorizzazioni. In buona sostanza, queste modifiche dovranno essere apportate in sede di approvazione della legge di stabilità 2015, la cosiddetta “Mille Proroghe”. Se questo non avverrà il consiglio il 2 gennaio impugnerà l’articolo 38 dinanzi la Corte costituzionale.

Cosa è successo ieri?

E’ stata una lunga ed intensa giornata per la Basilicata. Per la classe politica alle prese con la questione impugnazione articolo 38, e per i lucani tanti che aspettavano con il fiato sospeso quello che sarebbe stato deciso.

Un 4 dicembre giocato su due fronti, tra loro strettamente connessi: la piazza che manifestava, il Palazzo imbrigliato con la decisione, sentendo su di sè tutto il peso della responsabilità e la consapevolezza di un rapporto con i cittadini e la pubblica opinione difficile da manterenere.

Il tema, come è facile intuire, non era e non è solo nel merito del 38, ma nella dimostrazione che ci sia la volontà di difendere il territorio da scelte sconsiderate. Ma stando alla cronaca: a Potenza è arrivato un fiume di gente, circa 5000 per gli organizzatori, 3000 per la Questura.

In mattinata un lungo corteo ha sfilato per la città fin sotto il Palazzo regionale. Nel pomeriggio quel fiume in piena, seppur ridotto in un rivolo – difficile stabilire il numero – ha presidiato il Consiglio per tutta la sua durata, riuscendo a far sentire il fiato sul collo all’assise tanto da interromperne momentaneamente la seduta.

Alla riprese si è aperto il dibattito consigliare. Tutto da copione. Ad intervenire quasi tutti i consiglieri, unanimi sull’impugnazione all’articolo. Meno da copione l’esito del voto: a votare favorevolmente la risoluzione adottata non sono stati solo i consiglieri Pd, come ci si aspettava, ma anche altre forze politiche.

15 i voti a favore. Niente affatto scontato. Il dibattito non ha vissuto di particolari accenti. Non sono mancate le stoccate verso il Partito Democratico. Nè le insinuazioni alle strumentalizzazioni della protesta da parte di alcuni. E un leitmotiv si è rincorso. Un buon maestro cerca di far recuperare l’alunno prima di bocciarlo. Sarà la Basilicata a fare da maestra allo Stato? Per quel che ci riguarda ce lo auguriamo. Intanto, ieri, promozione per la linea scelta da Pittella e dal PD.

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