Job Acts. Caos in aula, in Senato espulso il capogruppo M5s Petrocelli

Jobs Act: Petrocelli,non esco da Aula se non con forza

Jobs Act: Petrocelli,non esco da Aula se non con forza

ROMA – Bagarre al Senato nel giorno della “fiducia” sul ddl delega sul Jobs act. La discussione circa la riforma sul mercato del lavoro di Matteo Renzi accende gli animi di leghisti e pentastellati – culminato con il lancio di fogli al presidente Grasso – al punto che lo stesso espelle dall’aula il capogruppo del Movimento Cinque Stelle, il lucano Vito Petrocelli. I suoi colleghi gli si stringono intorno per impedire ai commessi di trascinarlo fuori.

La protesta ritarda il voto di fiducia che arriva dopo il vertice europeo di Milano e solo in tarda notte con 165 sì, e 111 no (due le astensioni). “Non molliamo di un centimetro”, promette Renzi. Ma la minoranza del Pd annuncia battaglia alla Camera.

Tra i protagonisti della protesta proprio il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Senato il quale dichiara, dopo le fasi più concitate “non uscirò dall’Aula a meno che non mi portino via con la forza o finche’ il presidente Grasso non revocherà un provvedimento assurdo”, dichiara Petrocelli.

La protesta è scattata quando il ministro Poletti “ha detto che il governo cerca la collaborazione di tutti per approvare il provvedimento” dichiara Petrocelli all’Huffington Post “ecco, chiedere l’approvazione di tutti mentre metti l’ennesima fiducia, mi pare una vera provocazione. E lì siamo scattati in piedi con i fogli bianchi”.

Ma in aula oltre ai fogli – lanciati probabilmente dalle file leghiste – volano anche monetine e schiaffi. Insulti sono arrivati anche al senatore lucano di SEL Barozzino mentre la senatrice eletta proprio in Basilicata, Emma Fattorini è rimasta leggermente contusa.

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