I dati dello studio Sose-Nomisma. Basilicata maglia nera nel rapporto fra esuberi e dipendenti delle Province italiane

Ph. Corriere della Sera

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Oggi sul Corriere della Sera, Sergio Rizzo passa in rassegna i numeri dello studio effettuato dalla Sose (società del Tesoro e della Banca d’Italia) con il centro studi bolognese Nomisma, con tanto di simulazione del personale e dei costi necessari agli enti di “area vasta”.

Stiamo parlando delle Province italiane il cui assetto è destinato ad essere modificato per effetto della legge Delrio, che abolisce le Province elettive trasformate in una sorta di agenzie nominate dai sindaci, in attesa della definitiva sparizione.

Rizzo sul Corriere evidenzia i dati relativi agli esuberi del personale impiegato dopo la riforma. Ovviamente il personale sarà ricollocato presso le Regioni e i Comuni.

I numeri rappresentati dallo studio sono abbastanza impressionanti: secondo lo studio Sose-Nomisma, su circa 48mila dipendenti delle province ben 20mila sarebbero da ricollocare.

Il giornalista, sottolinea i numeri della regione Calabria, che con 1.620 esuberi nelle province ne avrebbe il triplo (per abitante) rispetto alla Lombardia.

Un dato interessante e che potrebbe riguardare da vicino la Basilicata, è che Rizzo, parlando di “clientele nelle province che avrebbero gonfiato il personale”, non fornisce commenti ai dati relativi alla nostra regione, nonostante i numeri sugli esuberi di personale nelle province lucane siano altrettanto impressionanti. Infatti, stando ai dati dello studio “la peggiore” risulta essere proprio la Basilicata.

Il riferimento è al dato percentuale che ci riguarda nel rapporto tra esuberi e dipendenti: il 62 per cento degli impiegati sarebbero in esubero, ovvero 689 su 1117 dipendenti delle province.

La Basilicata avrebbe dunque un rapporto esuberi/dipendenti molto più alto della media italiana, (il 62 per cento contro il 43 della media nazionale) con un esubero ogni 850 abitanti a fronte della “citata” maglia nera Calabria (uno ogni 1208) e della “virtuosa” Lombardia (uno ogni 3364).

Naturalmente, si dovrebbe anche tener conto della particolare struttura orografica della nostra regione che, almeno in parte, è in grado di giustificare l’elevato, nella comparazione nazionale, numero di dipendenti pubblici.

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