Il Partito Democratico lucano e il Segretario che (ancora) non c’è

 

Luongo-Paradiso-Braia-300x166Come ai tempi della Balena Bianca. Vincono tutti non perde nessuno. Mettano l’animo in pace i 55mila elettori lucani che lo scorso 12 luglio si sono recati ai seggi. A decidere delle sorti della segreteria lucana del Pd sarà sempre e comunque il Partito. Quel Partito che non è riuscito a trovare la quadra nei lunghi mesi dei rinvii e che ancora oggi è, sostanzialmente, in una condizione di stallo. Alla faccia di chi, forse con qualche slogan di troppo, lo descrive come all’alba di una nuova era: quella del cambiamento, della massima efficienza, della modernità. E del resto se ne sarà accorto pure Renzi: rottamare Massimo D’Alema o Rosi Bindi non è stato sufficiente. Le pedine che realmente contano sono ancora tutte lì, a Roma come a Potenza. I renziani di casa nostra provano a far sentire la loro voce. Lo fanno sia Braia che Pittella, per rimarcare la necessità di non ribaltare il dato uscito dalle urne. Non uno ma ben 23mila ottimi motivi per sostenere il cambiamento nel Pd, fa notare Luca Braia, il più suffragato alle primarie di sabato. Forse però c’è già qualcuno che si ritiene ago della bilancia. L’area Civati, interpretata da Dino Paradiso, su sceneggiatura di Piero Lacorazza e Vincenzo Santochirico, potrebbe far convergere i suoi voti sullo sfidante Antonio Luongo, per ribaltare il verdetto. Ma a questo punto, anche tale ipotesi non appare più scontata. A chiedere una pausa di riflessione è stato infatti lo stesso Presidente del Consiglio Regionale. Far slittare a dopo l’estate la data della prima riunione della nuova assemblea, magari per portare nelle piazze ferragostane la discussione, potrebbe quietare le acque e agevolare nella ricerca di una soluzione. Ma la sensazione è che si potrebbe aprire uno scontro durissimo. L’ennesimo. Perché il fronte Pittelliano proprio non ci sta a lasciarsi cuocere a fuoco lento. Forte anche di un altro dato: Speranza venne eletto in Assemblea, dopo aver vinto, anche se di poco, le primarie del 2009.

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