A Potenza 2014 prete come don Camillo: “non votate candidato FI”

don camilloPOTENZA – Il sacerdote non ha gradito una lettera inviata al Papa da un giornalista e candidato nella lista di Forza Italia alle prossime elezioni comunali in programma a Potenza il 25 maggio, e ha deciso quindi di rivolgergli un duro attacco dal pulpito, durante l’omelia della Messa pomeridiana di domenica scorsa: è accaduto nel capoluogo lucano, nella popolosa parrocchia di Macchia Romana.

La vicenda è stata riferita dallo stesso candidato, Gianluigi Laguardia, il quale ha spiegato di non essere presente in Chiesa durante la Messa, ma ”sono stati proprio alcuni dei tanti fedeli presenti alla celebrazione domenicale a chiedere spiegazioni” a don Giuseppe Marrone e a riportare i passaggi dell’omelia a Laguardia.

La vicenda nasce da una lettera che il giornalista ha inviato nelle scorse settimane a Papa Francesco, dicendosi ”indignato, da cristiano convinto” per ”il cattivo utilizzo dei soldi sperperati dalla Diocesi di Potenza, per sostentare millantatori e loschi figuri, piuttosto che i tanti poveri e le famiglie bisognose”, facendo riferimento a un prestito di migliaia di euro concesso a un professionista potentino.

La lettera avrebbe scatenato l’ira di don Marrone, il quale ”ha accostato a me la figura del lupo della parabola – ha spiegato Laguardia – dicendo chiaramente che sono un candidato, invitando quindi la gente a non votarmi e prendendosela anche con Berlusconi e con Forza Italia, in una grande parrocchia e in un quartiere che ha circa seimila residenti”.

Don Marrone stava celebrando la Messa al posto di don Aldo Di Girolamo, parroco del quartiere e presente in Chiesa durante quell’omelia: ”E’ stato imprudente – ha spiegato don Aldo – e noi l’abbiamo ripreso, ma siamo molto addolorati e deve chiedere scusa, ha fatto una sciocchezza”. L’intera vicenda sarà illustrata domani a Potenza, nel corso di una conferenza stampa, dallo stesso Laguardia il quale ha annunciato ”di aver sospeso le iniziative elettorali per riflettere sulla vicenda”, definendo la storia ”come una moderna riedizione di don Camillo e Peppone, anche se io sono un cristiano convinto”.

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