Comunali 2014. Realtà Italia a Renzi: perché a Potenza niente primarie? Pittella: errore non farle e Roberto “sta sereno”

Il segretario di Realtà Italia chiede le primarie e scrive a Matteo Renzi. Falotico invece scrive direttamente ai potentini. Pittella risponde a entrambi.

Pittella e Falotico quando erano colleghi di giunta De Filippo

Pittella e Falotico quando erano colleghi di giunta De Filippo

POTENZA – Si accende la corsa al Comune di Potenza e il dibattito agita, al solito, le truppe del centro-sinistra. Stavolta la miccia l’accende il segretario cittadino di Realtà Italia, che prende carta e penna e si rivolge direttamente al premier Renzi (nonché segretario del PD nazionale).

“Ripristinare le regole violate”. Questo l’oggetto della missiva. Lorenzo Pace, segretario cittadino di Realtà Italia esprime “amarezza per la decisione del Pd di imporre il proprio candidato sindaco, sottraendolo al passaggio delle primarie”. Si tratta di “un atto grave” che mette a rischio la vittoria del centrosinistra e che “segna una involuzione nei rapporti tra alleati il cui esito e le cui conseguenze rischiano di porsi fuori controllo”.

“Nel caso di Potenza” scrive ancora Pace a Renzi “saltare questo processo in nome di una scelta già adottata, significa da un lato un pericoloso ritorno a logiche egemoniche che la comunità lucana ha dimostrato di non voler accettare, dall’altro porre le premesse perché i potentini continuino a disertare le urne, dopo il non invidiabile primato delle regionali che ha visto una astensione del 58 per cento in città”.

E così Marcello Pittella, che si è conquistato l’ambita presidenza della giunta regionale col sangue, col sudore della fronte e con i denti proprio grazie alle “primarie”, non puo’ che rispondere che sarebbe “un errore non farle”. Ma, aggiunge Pittella – secondo quanto riporta l’Ansa – sarebbe un errore anche “arrivare alle elezioni amministrative con un centrosinistra diviso”.

“Non sono un tifoso”, ha aggiunto ma “un soggetto terzo, un uomo di squadra”. Rispondendo ai giornalisti, nel corso dell’incontro per la presentazione della finanziaria regionale ha concluso ribadendo la necessità “di aprire un confronto con le forze del centrosinistra, poichè serve una coalizione unita e coesa per la città capoluogo, e per questo sono favorevole alle primarie: i cittadini possono consacrare la scelta di una candidatura autorevole”.

A sentire queste dichiarazioni, puo’ tirare un sospiro di sollievo e forse anche rasserenarsi il candidato Falotico il quale comunque si dice estraneo alla scelta del Pd di designare un proprio candidato sindaco di Potenza “e di imporlo agli altri partiti come candidato unitario”.

E dichiara: “non mi riguarda, per il semplice fatto che avevo deciso, non da ora, di presentare comunque la mia candidatura a sindaco di questa città, ovviamente, se del caso, accettando le regole delle primarie e sostenendo, all’esito delle stesse, chiunque avesse ottenuto i maggiori consensi”.

E se Realtà Italia scrive a Renzi, Roberto Falotico mette nero su bianco le sue parole per rivolgersi con una lettera aperta direttamente ai potentini: “Mi candido alla guida di questa città per due motivi fondamentali: il primo è che l’onda di quella cosiddetta ‘rivoluzione’, partita dalle Regionali, non si può fermare alle soglie del capoluogo, lì dove il potere ha espresso il peggio di sé, in termini di arroganza, di esclusione, di difesa di interessi settoriali, di noncuranza del malessere generalizzato che la città vive. Il secondo è che la rinascita del capoluogo non può partire da una operazione di vertice, ma deve nascere come ‘parto’ di una città che ha deciso di vivere e di ridare vita ai suoi figli, infondendo fiducia, determinazione, impegno, passione. Quello che mi preme dire in questo momento è che la mia decisione di rompere con un sistema di cooptazione verticistica non discende da una ambizione personale” conclude Falotico “ma dalla convinzione che il primo passo per risollevare questa città è di risollevare la testa rispetto ad un potere che mira solo a preservare e a conservare sé stesso”.

Firmato un (ex?) sostenitore della #rivoluzionedemocratica. A questo punto non gli resta che sperare di non ricevere per tutta risposta e dallo stesso Pittella, un hashtag tipicamente renziano e di malaugurio: #RobertoStaiSereno.

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