“Scippo” del Fondo idrocarburi. Questione di peso della Regione e credibilità della Politica

Marcello PittellaLa “bomba” l’ha lanciata nella tarda mattinata di ieri Cosimo Latronico, parlamentare lucano componente della commissione bilancio impegnata nell’analisi degli emendamenti presentati al disegno di legge di Stabilità: “attenti lucani che questa legge contiene una norma (comma 202 lettera a) che di fatto scippa 70 milioni di euro dal fondo per il bonus carburante per finanziare le regioni del Sud”.

L’allarme di Latronico riguarda appunto una norma che in caso di approvazione andrebbe a modificare la legge (23 luglio 2009 ) che riguarda “l’istituzione del Fondo per la riduzione del prezzo alla pompa dei carburanti nelle regioni interessate dalla estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi”.

Questa modifica consentirebbe di proseguire il “programma generale di metanizzazione nel Mezzogiorno” prevedendo la riassegnazione dal “fondo idrocarburi” e qui citiamo la norma testualmente “nel limite di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2021 ad un apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico”.

Nella pratica il fondo inizialmente destinato alle regioni interessate dalle estrazioni verrebbe “svuotato” di circa 70 milioni di euro. Dove andrebbero a finire questi soldi?

Lo ha rivelato esplicitamente Vito De Filippo ieri, in un duro comunicato: “serviranno a completare la metanizzazione del Cilento”.

Il governatore campano Stefano Caldoro, dallo scorso mese di settembre frequenta le stanze del Ministero dello Sviluppo economico per trovare i fondi necessari a portare il “gas” nei 29 comuni della sua regione che ancora non ce l’hanno.

Simona Vicari, sottosegretario allo Sviluppo Economico dichiarava a fine novembre che “a questo risultato si e’ giunti grazie ad un emendamento presentato dalla senatrice Chiavaroli e dal presidente della Commissione Ambiente, Marinello, ai quali va un sentito ringraziamento per l’impegno profuso, e votato dalla Commissione Bilancio.

Ora la palla passa ai parlamentari lucani, che devono prendere in carico in maniera trasversale la questione. Lo invocava a voce ferma ieri De Filippo.

La vicenda fin qui rappresenta l’ennesima dimostrazione del “peso piuma” che la nostra regione ha rispetto a quello delle altre nello scacchiere regionale italiano.

Ma in gioco è anche la credibilità dell’intera pattuglia di generali lucani in parlamento, anche se la patata più bollente è in mano al neo governatore Marcello Pittella.

Si tratta di un test importante soprattutto per la sua di credibilità. E se il provvedimento non dovesse essere ritirato sarebbe davvero un pessimo inizio del suo mandato.

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