Berlusconi, voto decadenza. Scelta Civica si spacca

 

Palazzo_Madama_-_RomaSarà la Storia ad esprimersi. Che cosa sono stati questi venti anni di Seconda Repubblica, dominati nel bene e nel male dalla figura di Silvio Berlusconi ma non solo dalla sua. Non sarà certo la cronaca politica. Che intanto deve prendere atto di un fatto. Berlusconi non è più senatore, dopo che con il voto di ieri il Senato ne ha approvato la decadenza. Palazzo Madama ha applicata la sentenza di condanna emessa il primo agosto dalla Cassazione per il processo Mediaset. La decisione è stata presa a voto palese. Tutti bocciati gli ordini del giorno presentati da Forza Italia, per introdurre lo scrutinio segreto. Dentro o fuori il Parlamento, non fa differenza. È stato il commento del fondatore di Forza Italia. In fondo a fare politica fuori dal Palazzo, ha ribadito Berlusconi, sono anche Grillo e Renzi. Intanto però e nemmeno tanto sullo sfondo, rimane la questione politica. Con Enrico Letta e Angelino Alfano che blindano il Governo e le fibrillazioni dei vari partiti, con le loro ricadute anche sulla politica regionale. Il voto sulla decadenza è stata infatti anche l’occasione per sancire la definitiva centrifugazione di Scelta Civica, incapace di trovare una posizione unitaria. Alla fine i senatori Gabriele Albertini e Tito Di Maggio si sono astenuti. Una scelta, quest’ultima, che l’imprenditore candidato presidente del centrodestra alle scorse regionali avrebbe maturato proprio dopo l’alleanza costruita col PDL, in vista del voto del 17 e 18 novembre. Dal Partito Democratico, di populismi e di Partito dello sfascio ha parlato invece il Capogruppo alla Camera, Roberto Speranza, con riferimento in questo caso alla posizione politica extra-parlamentare che di fatto accomuna ora Grillo e Berlusconi. Anche se toccherà ora proprio al suo partito fare i conti con correnti e sottocorrenti, in vista del congresso dell’8 dicembre. Aspetto sul quale Speranza mostra sicurezza. Sul sostegno al Governo, ha ribadito, non cambierà nulla. Sull’altro fronte, infine, a cambiare volto è il centrodestra lucano. Al fianco del Cavaliere si è schierato solo il deputato Cosimo Latronico. L’ex sottosegretario Guido Viceconte è passato invece nel nuovo centrodestra di Alfano.

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