Grillo a Potenza: “Basilicata svenduta per il petrolio”

15-11-13_Grillo_PZ

Beppe Grillo parla al Teatro Due Torri di Potenza

POTENZA – A distanza di 9 mesi Beppe Grillo è tornato a Potenza per sostenere i candidati del Movimento 5 Stelle capeggiati da Nicola Pedicini. Oggi come allora, ha partorito la sua visione per salvare l’Italia, e con le elezioni regionali alle porte, lanciato idealmente un salvagente per la Basilicata.

Il bagno di folla visto giovedì a Matera è stato replicato nel chiuso del Teatro Due Torri. La folla di cronisti è stata tenuta a debita distanza ma abbastanza per ascoltare il vivavoce del comico genovese. Tra i commenti, il primo riservato a Mastrapasqua, presidente dell’INPS protagonista di un dietrofront sulla preoccupante situazione dell’ente. “L’hanno costretto a smentire – ha ribattuto Grillo – perché il popolo più vecchio d’Europa sarebbe andato nel panico.”

E ancora, sullo spartiacque sociale: “finché ho la pensione voto Berlusconi, finché ho lo stipendio fisso voto il PD. E questo Governo allargato parla ancora di crescita, una cosa che non da posti di lavoro, tra vent’anni ne avremo la metà.”

Stoccate a Letta quando dice: “Dobbiamo reinventarci una Repubblica fondata sul reddito. Sono orgoglioso di essere populista. I partiti vogliono la complicazione, un alibi per controllare tutto da anni attraverso la politica.”

L’ennesimo fitto tour lucano, concluso in serata nella centrale piazza Prefettura, gli ha però concesso brevi momenti di svago a telecamere spente. Come la passeggiata lungo Via Pretoria e la triste desolazione di numerose saracinesche abbassate, prima dell’affondo finale.

“Qui mancano le strutture normali – ha urlato nel lasciare spazio alle domande del pubblico. Stanno comprando il terreno a quattro soldi per il petrolio che causa terremoti con le trivellazioni a 5mila metri. Noi possiamo vincere e cambiare la politica. Perché Potenza non puoi avere un bilancio partecipato come atroce nel mondo? È la gente che deve decidere. Siamo già nel cambiamento epocale. I partiti sono implosi, hanno messo dei bravi ragazzi a fare i leader ma manipolati alle spalle.”

Abbiamo provato a chiamarlo in causa su Roberto Speranza, – nelle ultime ore l’ha definito “violento” – e Grillo avrebbe voluto rispondere ma la security l’ha trascinato via.

Il Movimento 5 stelle chiude così la chiamata al voto, anzi, alla curiosità ed onestà che Grillo ha sottolineato come vera e partecipata.

Share Button