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Gianni Pittella (Pd): Sì alle adozioni gay

Gianni PittellaPOTENZA – C’è chi potrà definirlo sensazionalismo per fare presa sui media. Ma ancora una volta le dichiarazioni di Gianni Pittella, in corsa verso la segreteria nazionale del Partito Democratico, sono destinate a lasciare il segno, soprattutto perché indirizzate a ridisegnare l’impalcatura politica e programmatica del Pd. Era già successo nei mesi scorsi, quando proprio ai nostri microfoni si era definito equidistante rispetto all’area liberal incarnata da Matteo Renzi e a quella massimalista, allora incarnata da Fabrizio Barca. Ma ieri a Potenza, nel corso del tour che sta accompagnando la sua campagna verso il congresso di dicembre, è andato diritto al cuore, toccando con forza i cosiddetti diritti civili, che hanno sempre e comunque importanti ricadute sulla quotidianità ma che tutti si guardano bene dall’affrontare. Sono favorevole, ha detto alle unioni dei gay e alle adozioni. E il partito, ha dichiarato, non deve dipendere dal Vaticano. Siamo in uno stato laico, ha detto, e non possiamo essere meno sensibili del Papa. Poi l’affondo politico. Il Pd, ha sottolineato il Vice Presidente del Parlamento Europeo, non deve discutere solamente ma deve farlo su questioni fondamentali, come quelle sociali, su cui ha brillato per ipocrisia. Insomma ad un partito sbiadito e logorato dalle correnti, Pittella rivolge un pesante appello: recuperare la propria identità e non solo sui temi etici ma anche su quelli dell’economia, dell’Europa e del sociale. Sulla questione politica, legata alla decadenza di Berlusconi da senatore e sulle polemiche sorte intorno alle modalità di voto, il Pd, ha aggiunto, ha agito nel rispetto della Costituzione. Sarebbe grave, ha concluso, scaricare sul Governo la vicenda, facendola pesare sui cittadini.

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