Centrodestra lucano, problema gravitazionale. Di Maggio arbitro della partita

Schermata 2013-10-17 alle 09.45.43POTENZA –  Partiamo da ciò che doveva essere, vale a dire il mercoledì da leoni di una fetta del centrodestra.
Quella che da mesi respinge i plenipotenziari dirigenti lucani del PDL in virtù di una posizione alternativa e di cambiamento.
Allungato alle prime luci dell’alba del giovedì, di può parlare di occasione persa nel far emergere la voglia di riscatto rispetto al PDL per contrastare gli avversari di sempre, rincorsi e mai raggiunti o superati. Riferimento al centrosinistra.

Se la frattura nel centrodestra lucano è definitiva lo capiremo stamane. A vedere il precedente nazionale, è già accaduto con la scissione PDL – FLI – Fratelli d’Italia – Grande Sud e che guarda anche ai centristi di Scelta Civica, ora confermato con le dovute proporzioni locali.
Qui le stesse sigle esprimono gli attori principali chiamati a far fronte comune o andare ognuno a sé alle prossime elezioni di novembre. Ma con quali prospettive di vittoria?

La lunga giornata è iniziata tra i corridoi di Via Verrastro, dove era tutto pronto per la conferenza stampa che illustrasse l’accordo di “Officina per la Basilicata”. A farne parte: Fratelli d’Italia, Grande Sud, ex UDC (Sacco e Buoncristiano) ed altri movimenti con l’aggiunta di Scelta Civica. Qualcosa però s’inceppa.

Nella notte precedente, ecco insinuarsi il richiamo del PDL che offre la presidenza di un eventuale coalizione allargata al senatore di Scelta Civica Tito Di Maggio, chiedendo di rompere gli indugi in tempi brevi. Nessuna condizione paricare e ampio margine di scelta sulle liste. Possibile viste le alleanze con molti nomi inclusi nell’inchiesta “Rimborsopoli”?! Tra questi il partito del MIR che include i consiglieri regionali uscenti Singetta e Ruggiero oltre ai ex sindaci Altieri e Lopatriello.
Dal canto loro, i dirigenti pidiellini sventolano liste pronte e nomi del candidato presidente (Vincenzo Taddei o Michele Napoli?) quasi a conclamare un piano b. Tra un bluff e l’altro, provano a centrare il colpo che assicurerebbe quel ruolo egemonico rispetto agli altri.

Resta l’ostacolo insormontabile della chiusura di Fratelli d’Italia e Grande Sud allo stesso PDL.
È l’inizio di ore febbrili. Incontri e attese. Al dibattito – stretto nel chiuso delle stanze al secondo piano del Consiglio Regionale di Basilicata ed indirettamente collegate al Park Hotel del capoluogo dove il PDL attende sornione – prendono parte anche gli ex FLI (Digilio e Coviello).
Nel frattempo, tutti attendono Di Maggio. Prendere o lasciare? Al fianco del senatore materano è sempre stato presente Ernesto Navazio, possibilista di una grande coalizione. Inoltre, emerge una chicca romana. Di Maggio è in lizza per il ruolo di Presidente della Commissione Nazionale Antimafia, decisione questa che potrebbe arrivare entro le ore 15. E in caso positivo, quale sarebbe il nome del nuovo candidato?

Per dirimere questa ed altre questioni si intavola una riunione a notte fonda. Ecco alcune estrapolazioni in esclusiva:

Tito Di Maggio: “Credo che bisogni fare uno sforzo comune per unire tutto il centrodestra.”

Ernesto Navazio: “Il PDL vuole condividere anche il candidato presidente. Accettando la proposta, ovvio che il MIR ed altri indagati non li vogliamo. Sarà il candidato presidente a porre le condizioni.
Servirà perché noi da soli non riusciamo a vincere.”

Gianfranco Blasi: “Stiamo creando una cosa pulita, non è possibile cedere. Chi accetta di mettersi in discussione?”

Gianni Rosa: “La nostra unica vittoria è quella morale, di rilancio del centrodestra. È una scelta politica di vita o di morte senza il PDL.”

Molti fumano nervosamente. Tra sigari e sigarette del “consiglio”, si propende per la scelta di un confronto diretto con il PDL. La missione notturna è composta da Blasi, Di Maggio e una delegazione di Fratelli d’Italia. Dall’altra parte, oltre ai vertici del PDL, c’è anche Franco Mollica. Quest’ultimo tra quelli più interessati ad una candidatura in lista.
Il risultato arriva intorno alle 2.30 e rimanda alle prossime decisive ore.

Se Gianni Rosa (Fratelli d’Italia) si sarà convinto, Di Maggio avrà strada divenendo l’arbitro della contesa per la composizione delle liste in una coalizione “finalmente” unita.

Il tempo corre. Alle 12 il PDL convoca una conferenza stampa. Si farà? Con chi?

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