Regionali 2013: “Quel pasticciaccio brutto della politica lucana”

Schermata 2013-10-05 alle 12.57.38Descrivere quanto sta avvenendo negli schieramenti politici lucani in vista del voto di novembre non è difficile come pure abbiamo detto in più di una occasione: è imbarazzante. Ma ci proviamo.

Ieri si sono svolte le votazioni sulla piattaforma internet a cui hanno partecipato gli iscritti lucani (certificati) al Movimento 5 Stelle per la designazione del proprio candidato presidente. Dalla lista dei nomi in “lizza” lo staff di Grillo depenna quello dell’attivista Franco Vespe, e lo fa senza addurre alcuna motivazione. Comunque si va al voto. E gli attivisti, mouse alla mano, esprimono le loro preferenze: primo Giuseppe Di Bello, secondo Piernicola Pedicini, terzo Gabriele Di Stasio, quarto Giovanni Perrino quinta Angela Calia. Trascorrono solo pochi minuti quando la comunicazione ufficiale cambia, ed è affidata ad un laconico P.S. in coda a un altro post:

“A causa di irregolarità formali nella presentazione dei documenti della candidatura del primo votato, viene nominato Portavoce Presidente il secondo: Piernicola Pedicini“.

Insorgono i “grillini”. Le reazioni alla comunicazione dello staff di Grillo sono confuse, dure, e piene di amarezza anche da parte del tenente Di Bello.

A ognuno il suo “staff”. Ieri infatti a Roma, convocati dalla segreteria nazionale, si sono incontrati alcuni generali del PD lucano, Margiotta, De Filippo e Folino insieme allo stesso Pittella, dopo una settimana di polemiche e veleni. La parte che ha sfidato Marcello alle primarie, vorrebbe fuori dalle liste gli indagati. E tra gli indagati ci sarebbero diversi sostenitori di Pittella. Situazione imbarazzante, ma stando ai vari Tweet e post su Facebook dei diretti interessati (e mediatori) l’accordo lo si sarebbe raggiunto, anche se “mancano i dettagli“.

Sempre a Roma ieri si sono riuniti i vertici locali e nazionali di Centro Democratico di Nicola Benedetto per la definizione delle liste.

Tutto tace invece in zona Scelta Civica, ufficialmente impegnata in una fitta interlocuzione con la coalizione di centro-sinistra ma con una componente di rilievo che “resiste” ad ipotesi di accordo.

Sul fronte PDL-Forza Italia manca, allo stato attuale, il candidato governatore. E manca, prima di tutto, la coalizione. Soprattutto, dopo la “bufera” della fiducia al governo, con il coordinatore regionale Guido Viceconte, che compare tra i “dissidenti” che fin dal primo momento hanno dichiarato l’appoggio al premier Letta.

Un’altra parte del “fu” centro-destra nel presentarsi all’elettorato annuncia di “rinunciare a qualsiasi forma di tatticismo”. Parliamo del Laboratorio dei Popolari e dei Riformisti, I L@B: Grande Sud, Udc, Veri Valori, Fare per Fermare il Declino, Mpa più Associazioni d’area, Fratelli d’Italia, Area di Alemanno, Fli, Io Amo l’Italia più “Associazioni d’Area”. E si presentano con due opzioni di candidatura: una politica ed una dalla “società” civile. Sono rispettivamente l’imprenditore Marco Saraceno e il combattente “Gianni Rosa”.

E ci scusiamo per la lunghezza del servizio: ma qui in Basilicata ci sono, come si vede, più aspiranti politici che abitanti!

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