Destini incrociati: da Roma a Potenza la parola d’ordine è “strappo”

Le 23 firme Pdl-Gal per Letta

Le 23 firme Pdl-Gal per Letta

Se non ne avevamo parlato sino ad oggi è perché le ipotesi che pure erano arrivate alle nostre orecchie ci sembravano troppo fantasiose, o come si suol dire in questi casi gli scenari prospettati erano da “fantapolitica”. Ma andiamo con ordine.

La parola chiave balzata in cima alle gerarchie delle notizie e dei dibattiti politici in queste ore è “strappo”.

Tutto inizia con l’atteso dibattito con annesso voto di fiducia al Senato della Repubblica sulla fiducia al governo Letta. Berlusconi aveva intimato ai suoi di ritirare la fiducia al governo di larghe intese, ma il suo “vice” Angelino Alfano non ci sta e compila un elenco di senatori del PDL disposti a contravvenire alle indicazioni di voto di Silvio.

Pallottoliere alla mano i numeri avrebbero dato ragione al segretario Alfano e quindi al governo Letta. Berlusconi che i conti li sa fare bene, intuisce la “malaparata” e decide all’ultimo minuto di dare fiducia al governo e da indicazione ai “suoi” di votare compatti la fiducia.

Questo è quanto abbiamo visto ieri, ma per qualcuno anche questo disegno sarebbe stato architettato ad arte dallo stesso Berlusconi alla ricerca di una via d’uscita per salvare sé stesso dalle traversie giudiziarie e l’aggregato di centro-destra dal dissolvimento. Tradotto in parole povere stiamo per assistere alla rinascita della Democrazia Cristiana.

Al di là degli scenari futuri uno strappo, anche se non formalmente si è consumato. E le ripercussioni sono destinate ad influenzare il quadro delle alleanze nel centro-destra lucano. Vediamo perché.

Nella lista dei senatori ribelli a Berlusconi compare anche il nome del lucano Guido Viceconte. L’allontanamento di Viceconte, insieme ad una fronda di Berlusconiani da Silvio fa gola all’ala centrista del Partito Democratico lucano, in grande sofferenza dopo l’esito di primarie altrettanto “devastanti”.

Lo conferma ieri in anteprima al nostro Gianluca Boezio il senatore PD lucano Salvatore Margiotta e lo chiarisce ancora meglio stamattina su Twitter

In molti si chiedono oggi se Viceconte si manifesterà “Diversamente Berlusconiano” o “diversamente Democratico”. Ma torniamo agli “strappi”.

Perché anche nel centro-sinistra ieri sera ce ne sarebbe stato uno, di strappo, che avvalorerebbe il “presunto” lavorìo della componente “ex DS” del Partito Democratico, ovvero i “foliniani” e quanti hanno sostenuto il perdente Lacorazza alle primarie contro Pittella. Ieri sera, a Potenza ci sarebbe stata una riunione tra le componenti della “sinistra” di coalizione: intorno al tavolo SEL, Rifondazione, Socialisti e Verdi, ancora più motivati nella costruzione di un altro “centrosinistra” con addirittura la volontà di “includere” soggetti provenienti dal centro.

Questo significherebbe disconoscere da parte del PD l’esito delle democratiche primarie. Se tutto cio’ si concretizzasse allora i grillini lucani avrebbero ragione a bocciare sonoramente tutto l’arco della politica partitica lucana.

Proprio stamattina però, un altro strappo si è avvertito in casa 5 Stelle. Stando ad un comunicato diffuso dallo stesso Francesco Vespe, questi sarebbe stato escluso dai “maggiorenti” del movimento di Grillo, dalle primarie. Al Pd Fanno gola i voti dei Montiani lucani, e il coordinatore regionale Bronzino è appunto impegnato questa settimana in una fitta rete di incontri con il segretario PD De Filippo, su preciso mandato “romano” dei rispettivi responsabili nazionali.

E ieri abbiamo raccolto anche una dichiarazione di Tito Di Maggio, proprio di Scelta Civica il quale preferirebbe forse “ballare da solo”, ma il partito è il partito.

 

Alla luce di tutto questo è lecito intravedere all’orizzonte di Scelta Civica un altro “strappo”? E sì perché c’è sempre Ernesto Navazio da Melfi che tutti vogliono ma nessuno chiama.

Il montiano infatti sarebbe al centro di una trattativa (e la parola centro non la usiamo a sproposito) che lo vedrebbe candidato presidente della Regione sotto le insegne di un nuovo centro-sinistra, quello che, disconosciuto Pittella, vedrebbe allegramente insieme l’ala sinistra di cui sopra (SEL, Rifondazione, Verdi e Socialisti), insieme agli Ex DS di Lacorazza del PD guidati da Folino e Bubbico. Questo sì che sarebbe un vero strappo.

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